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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4600/2023 del 03/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza d'appello che aveva confermato la condanna per lesioni personali stradali (art. 590-bis c.p.), sostenendo che il mancato uso delle cinture di sicurezza da parte della persona offesa (esente per motivi di servizio come portavalori) ha interrotto il nesso di causalità tra la condotta colposa dell'imputato (mancato rispetto dello stop) e le lesioni. In sostanza il ricorrente ritiene che il mancato allaccio delle cinture sia stata la causa esclusiva delle lesioni e domanda anche una consulenza medico-legale per chiarire la causalità e la durata delle lesioni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il mancato uso delle cinture costituisca mera concausa e non causa sopravvenuta idonea a interrompere il nesso causale, atteso che non ha innescato un rischio nuovo e del tutto estraneo rispetto al rischio originario creato dalla manovra colposa dell'imputato (entrata nella carreggiata senza rispettare lo stop). La Corte ha richiamato il principio dell'equivalenza delle cause e la valutazione controfattuale (se l'evento si sarebbe verificato in assenza della condotta dell'agente). Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 590-bis cod. pen.

    Norma che incrimina le lesioni personali stradali; applicata per affermare la responsabilità dell'imputato per le lesioni derivate dall'incidente.

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020

    Norma che ha permesso al Procuratore generale di presentare una requisitoria scritta per chiedere la declaratoria di inammissibilità del ricorso.

  • Principio giurisprudenziale dell'equivalenza delle cause (Cass. 22-12-1988, Garoni e altre pronunce richiamate)

    Principio secondo cui le cause concorrenti sono tutte e ciascuna causa dell'evento: una concause non esclude la responsabilità dell'agente se la sua condotta ha costituito una condizione necessaria dell'evento.

  • Giurisprudenza sul novus actus interveniens (richiami a varie sezioni: es. Sez. 4, n. 25689 del 3-5-2016; n. 43168 del 2013; n. 17804 del 2015)

    È richiamato il principio secondo cui l'interruzione del nesso causale richiede che la causa sopravvenuta inneschi un rischio nuovo e completamente estraneo rispetto al rischio originario; nel caso di concause riconnesse alla condotta originaria, non sussiste interruzione.

Massime di principio

  • Il mancato uso delle cinture di sicurezza, sebbene possa concorrere alla determinazione delle lesioni, costituisce normalmente una concausa e non interrompe il nesso causale tra la condotta colposa dell'automobilista e l'evento lesivo, salvo che il mancato uso abbia creato un rischio del tutto nuovo e non prevedibile rispetto al rischio originario.
  • Per valutare il nesso causale si applica il criterio controfattuale: occorre accertare se l'evento si sarebbe comunque verificato in assenza della condotta dell'agente; se sì, la responsabilità può non sussistere, altrimenti sussiste.
  • La presenza di concause non esclude automaticamente la responsabilità dell'agente: prevale il principio dell'equivalenza delle cause, per cui ogni causa concorrente può essere ritenuta causa dell'evento se ha contribuito in modo rilevante.
  • L'intervento di una condotta della vittima può integrare concorso di colpa della stessa, con eventuale riduzione del grado di responsabilità, ma non necessariamente esclude la responsabilità penale dell'autore della condotta colposa a meno che si configuri un vero e proprio novus actus interveniens.
  • La produzione di una consulenza medico-legale può essere utile quando lo stato delle prove non consente di stabilire con sufficiente certezza il nesso causale o la durata delle lesioni, ma non è sempre determinante se la dinamica dell'incidente e le evidenze probatorie sono già idonee a fondare la decisione.

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