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Cassazione Civile, Ordinanza n. 17866/2023 del 22/06/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (autorità di vigilanza)

La controversia

La Consob aveva contestato a una persona fisica la violazione dell’art. 187-bis del TUF per insider trading secondario, irrogando due sanzioni amministrative pecuniarie: una per acquisti di azioni Havas in possesso di informazione privilegiata relativa a un’offerta pubblica di scambio e una per acquisti di azioni Poltrona Frau in possesso di informazione privilegiata relativa a un’offerta pubblica di acquisto. Il destinatario delle sanzioni aveva proposto opposizione; la Corte d’appello aveva accolto solo parzialmente l’opposizione, rideterminando la sanzione complessiva. In Cassazione il ricorrente deduceva un unico motivo ai sensi dell’art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c., lamentando la nullità della sentenza per motivazione apparente ex art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c., sostenendo che la Corte territoriale avesse sostanzialmente riprodotto pedissequamente le difese della Consob senza un’autonoma motivazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il motivo: la motivazione della sentenza d’appello, pur richiamando e riportando le argomentazioni della Consob, rendeva comunque individuabili in modo chiaro, univoco ed esaustivo le ragioni della decisione e mostrava che il giudice aveva preso posizione sulle censure dell’opponente. Non ricorre quindi il vizio di motivazione apparente denunciato. Il ricorso è stato rigettato; il ricorrente è stato condannato alle spese in favore della Consob ed è stato dato atto dei presupposti per il pagamento dell’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 187-bis d.lgs. n. 58/1998

    norma incriminatrice/sanzionatoria richiamata quale base della contestazione per abuso di informazioni privilegiate (insider secondario); il testo non ne discute il contenuto sostanziale oltre il richiamo fattuale.

  • art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.

    il vizio denunciabile riguarda la nullità della sentenza per mancanza di motivazione o per motivazione solo apparente; nel caso concreto il motivo è escluso perché la decisione consente di ricostruire le ragioni del decisum.

  • art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.

    la sentenza è nulla solo se la motivazione non consente di individuare le ragioni poste a fondamento del dispositivo; la mera riproduzione di difese o atti di parte non determina nullità se il ragionamento del giudice è comunque intellegibile.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    in caso di rigetto del ricorso sussistono i presupposti per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115/2002

    richiamato quale parametro per determinare l’ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • La sentenza non è affetta da nullità per motivazione apparente quando, pur facendo ampio uso di rinvii o trascrizioni di argomentazioni di parte, consente comunque di individuare con chiarezza, univocità ed esaustività le ragioni della decisione e la loro imputabilità al giudice.
  • La mera riproduzione, nella motivazione, del contenuto di atti difensivi o processuali non è di per sé sintomo di difetto di imparzialità né integra automaticamente il vizio di cui all’art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.
  • Il vizio di motivazione apparente ricorre solo quando la sentenza si riduca a una generica indicazione della fonte o a formule talmente apodittiche da impedire la ricostruzione del percorso logico-giuridico seguito dal giudice.
  • In sede di legittimità, il controllo sulla motivazione apparente mira a verificare l’esistenza di una reale presa di posizione del giudice sulle censure, non la qualità stilistica o l’originalità espositiva della sentenza.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniIntermediazione finanziaria
RamiProcesso civileBancario e finanziarioTributi
SottomaterieRicorso per cassazioneObblighi informativi MIFID
IstitutiNullitàOnere della prova

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