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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7541/2024 del 21/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di conferma della condanna per il reato previsto dall'art. 7, comma 2, d.l. 28/01/2019, n. 4 (reddito di cittadinanza): (1) nullità della sentenza di primo grado per omissione di trasmissione degli atti al Pubblico Ministero in caso di citazione diretta; (2) contestazione dell'esistenza del dolo consapevole e rilevanza temporale dell'applicazione di misura cautelare rispetto alla richiesta del beneficio; (3) richiamo alla presunta applicazione della lex mitior per abrogazione della fattispecie penale (legge di bilancio 2023) con richiesta di assoluzione; (4) vizio di motivazione sulla determinazione della pena e mancata esclusione della recidiva

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e rigettato i motivi. Ha ritenuto: (a) la nullità dedotta è stata sanata dalla richiesta di giudizio abbreviato ai sensi dell'art. 438, comma 6-bis, c.p.p.; (b) la condotta omissiva e le omissioni/informazioni false relative al reddito di cittadinanza rientrano nella fattispecie penale dell'art. 7 d.l. 4/2019, con esclusione dell'errore invocato dal ricorrente; (c) l'abrogazione dell'art. 7 disposta dalla L. n.197/2022 è operativa dal 1/1/2024 e non produce effetti favorevoli anteriormente a tale data; inoltre il d.l. 48/2023 (convertito) ha espressamente previsto che le disposizioni penali dell'art. 7 continuano ad applicarsi per i fatti commessi fino al 31/12/2023; (d) per l'inammissibilità del ricorso è stata disposta la condanna del ricorrente alle spese e a una sanzione pecuniaria ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.l. 28 gennaio 2019, n. 4 (convertito dalla L. 28 marzo 2019, n. 26), art. 7

    "sanzioni per false indicazioni o omissioni finalizzate all'ottenimento del reddito di cittadinanza"

    La Corte interpreta l'art. 7 come comprensivo delle omissioni di comunicazione rilevanti per la determinazione del beneficio (es. variazioni di reddito, stato di detenzione o misure cautelari) e come norma penale applicabile alla condotta contestata

  • art. 438, comma 6-bis, cod. proc. pen.

    "la richiesta di giudizio abbreviato determina la sanatoria delle nullità, sempre che non siano assolute"

    Sanatoria delle nullità di carattere relativo nel giudizio abbreviato: le nullità dedotte in primo grado vengono ritenute non rilevabili se sanate dalla richiesta di rito speciale

  • L. 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1, comma 318

    "abrogazione degli artt. da 1 a 13 del d.l. n. 4 del 2019 con efficacia dal 1 gennaio 2024"

    L'abrogazione dell'art. 7 è differita al 1/1/2024: fino a tale data la fattispecie rimane vigente e applicabile

  • d.l. 4 maggio 2023, n. 48 (conv. L. 3 luglio 2023, n. 85), art. 13, comma 3

    "al beneficio di cui all'articolo 1 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, continuano ad applicarsi le disposizioni di cui all'articolo 7 ... per i fatti commessi fino al 31 dicembre 2023"

    Norma transitoria che conserva l'applicazione delle sanzioni penali dell'art. 7 per i fatti commessi entro il 31/12/2023, escludendo l'effetto beneficiario immediato della abrogazione (deroga alla lex mitior per il periodo indicato)

  • art. 5, comma 5, d.l. 28/2019

    "il beneficiario del reddito di cittadinanza deve comunicare le variazioni del reddito o del patrimonio"

    Imposizione di obbligo di comunicazione anche per redditi irregolari e per circostanze che incidono sulla misura del beneficio; la sua violazione integra la fattispecie di cui all'art. 7

  • art. 47, comma 3, cod. pen.

    Richiamata e negata efficacia difensiva: la Corte esclude che l'ignoranza o l'errore sulla normativa del reddito di cittadinanza costituiscano causa di non punibilità, considerando la disciplina sufficientemente conoscibile

  • art. 2, cod. pen. (principio della lex mitior)

    Richiamato dal ricorrente come favorevole, ma la Corte osserva che la lex mitior non opera se l'abrogazione è differita o se vi sono disposizioni transitorie che salvano l'efficacia penale per fatti anteriori

  • art. 616, cod. proc. pen.

    Consente la condanna del ricorrente al pagamento di una sanzione pecuniaria e delle spese per ricorso inammissibile

Massime di principio

  • Nel rito abbreviato le nullità di carattere relativo possono essere sanate dalla richiesta di giudizio abbreviato ex art. 438, comma 6-bis c.p.p.; eccezioni basate su tali nullità possono risultare inammissibili in Cassazione
  • Le omissioni o false comunicazioni rilevanti per la determinazione del reddito di cittadinanza (composizione del nucleo, misure cautelari, stato detentivo, variazioni di reddito) possono integrare il reato previsto dall'art. 7 d.l. 4/2019
  • L'ignoranza della normativa sul reddito di cittadinanza difficilmente esime dalla responsabilità penale: la norma è considerata sufficientemente conoscibile e non rientra nelle ipotesi di "inevitabilità dell'ignoranza"
  • La lex mitior (abrogazione o depenalizzazione) opera solo se effettiva nella vigenza temporale dei fatti e non è automaticamente applicabile se l'abrogazione è differita o sono previste clausole transitorie che preservano l'efficacia penale per fatti anteriori
  • In presenza di norme transitorie o di successive disposizioni che reintroducono o salvano la disciplina penale per un periodo, va verificata attentamente la decorrenza dell'effetto abrogativo prima di invocare la regola favorevole al reo
  • In caso di ricorso inammissibile è possibile la condanna per spese e sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; pertanto valutare attentamente l'ammissibilità e le prospettive del gravame prima di proporre ricorso

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