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Cassazione Civile, Ordinanza n. 30209/2025 del 16/11/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (parte attrice)

La controversia

Tre soggetti avevano convenuto una banca per ottenere, da un lato, la declaratoria di nullità di clausole di conto corrente e di mutui chirografari, con ricalcolo del saldo, espunzione di interessi ultralegali, commissioni, spese e richiesta di ripetizione dell’indebito; dall’altro, la nullità delle fideiussioni prestate dalle persone fisiche garanti per asserita violazione della normativa antitrust e per difetto di specifica trattativa sulla clausola n. 6. Il Tribunale di Palermo aveva declinato la competenza ritenendo competente la sezione specializzata in materia di impresa di Napoli non solo sulla domanda antitrust relativa alle fideiussioni, ma anche sulle ulteriori domande sui rapporti bancari garantiti, per connessione. Riassunta la causa a Napoli, il giudice della sezione specializzata ha invece sollevato regolamento di competenza d’ufficio, sostenendo di essere competente solo sulla domanda di nullità delle fideiussioni antitrust e che, per le domande su conto corrente e mutui, non vi fosse connessione qualificata idonea a radicare la sua competenza, ma residuasse la competenza del Tribunale ordinario di Palermo. Le parti attrici hanno chiesto di tenere ferma la competenza di Palermo per le domande da 1 a 9 e di separare le domande 10-12; il P.G. ha chiesto di dichiarare la competenza di Palermo per le domande diverse da quelle sulla nullità delle fideiussioni antitrust.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il regolamento di competenza d’ufficio. Ha rilevato che il conflitto di competenza ex art. 45 c.p.c. presuppone che il secondo giudice, oltre a negare la propria competenza, ritenga competente per materia o territorio inderogabile il giudice a quo o un terzo giudice. Nel caso concreto, invece, il Tribunale di Napoli aveva solo escluso la propria competenza sulle domande non antitrust, senza individuare un diverso giudice competente per materia o per territorio inderogabile, trattandosi di citazione ordinaria con cumulo di domande. Per tale ragione la Corte non è entrata nel merito della ripartizione tra Tribunale ordinario e sezione specializzata, ma ha arrestato il regolamento per difetto del presupposto processuale.

Norme richiamate

  • art. 45 c.p.c.

    Il conflitto di competenza d’ufficio è esperibile solo nei casi di competenza per materia o per territorio inderogabile e quando il secondo giudice ritenga competente il primo giudice o altro giudice, non quando neghi soltanto la propria competenza.

  • art. 28 c.p.c.

    Richiamato per escludere che, nel caso concreto, vi fosse una competenza per territorio inderogabile idonea a fondare il conflitto.

  • artt. 31 e segg. c.p.c.

    Utilizzati dal Tribunale di Napoli per ricostruire la nozione di connessione qualificata rilevante ai fini dello spostamento di competenza.

  • art. 33 c.p.c.

    Richiamato per escludere che nel caso vi fosse un cumulo soggettivo idoneo a fondare la trattazione unitaria delle domande davanti alla sezione specializzata.

  • art. 117 TUB

    Evocato nella domanda attorea come criterio sostitutivo per il ricalcolo degli interessi in caso di nullità della pattuizione del tasso ultralegale.

  • art. 1284 c.c.

    Evocato in via subordinata dagli attori per applicare il tasso legale in difetto di valida pattuizione del tasso ultralegale.

  • art. 33, comma 2, L. 287/1990

    Richiamato per la domanda di nullità delle fideiussioni dedotta come violazione della normativa antitrust.

  • art. 4, comma 1-ter, D.Lgs. 168/2003

    Richiamato dal giudice di merito per affermare la competenza funzionale della sezione specializzata sulle domande antitrust proposte in via principale.

  • art. 3, comma 3, D.Lgs. 168/2003

    Interpretato nel senso che la connessione rilevante per attrarre domande ulteriori alla sezione specializzata richiede una connessione qualificata, non meramente occasionale.

Massime di principio

  • Il regolamento di competenza d’ufficio è ammissibile solo se il giudice ad quem, oltre a negare la propria competenza, individua come competente il giudice a quo o un terzo giudice in base al medesimo criterio di competenza per materia o per territorio inderogabile che ha originato la declinatoria.
  • Non integra conflitto di competenza d’ufficio la mera negazione della propria competenza da parte del secondo giudice quando la controversia non sia assistita da una regola di competenza per materia o per territorio inderogabile, ma sia regolata dai criteri ordinari.
  • La connessione idonea a spostare la competenza verso la sezione specializzata in materia di impresa richiede una connessione qualificata, riconducibile agli schemi di pregiudizialità-dipendenza o pregiudizialità tecnica; la semplice contestualità di domande diverse o il fatto che i rapporti siano economicamente collegati non bastano.
  • La presenza di soggetti diversi nei rapporti sostanziali dedotti e la diversità di oggetto e causa petendi sono indici forti dell’assenza di connessione qualificata e, quindi, dell’inidoneità del cumulo a derogare alle regole ordinarie di competenza.
  • Il giudice del regolamento non può pronunciarsi sul merito della ripartizione interna delle domande se manca il presupposto processuale del conflitto positivo/negativo nelle forme richieste dall’art. 45 c.p.c.

Come è indicizzato

MaterieCompetenzaConto correnteMutuoFideiussione
RamiProcesso civileBancario e finanziarioContratti
IstitutiOnere della prova

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