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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48934/2022 del 23/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale di Velletri che aveva revocato la sospensione dell'ordine di demolizione disposto nella sentenza irrevocabile di condanna per reati edilizi. Chiedevano che rimanesse sospesa l'esecuzione in considerazione della pendenza di istanza di condono/sanatoria e del rischio per la situazione abitativa e sanitaria (in particolare riguardo a Maria Mastrodonato), eccependo carenze nella motivazione e violazione del principio di proporzionalità tra l'interesse pubblico alla demolizione e i diritti individuali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione avesse correttamente valutato la posizione: la sospensione dell'ordine di demolizione è subordinata alla presenza di elementi che rendano plausibilmente prossima l'adozione del provvedimento amministrativo di sanatoria e a tempi rapidi di definizione del procedimento; nel caso concreto il procedimento amministrativo, pur pendente, non risultava avviato con tempi compatibili e il diniego del Comune appariva fondato su argomentazioni che rendevano sfavorevole l'esito. Quanto alla proporzionalità, la Corte ha richiamato la giurisprudenza nazionale ed europea confermando che l'ordine di demolizione ha natura ripristinatoria e può prevalere sull'interesse individuale all'abitazione quando la costruzione è effettuata senza titolo e la valutazione di proporzionalità non risulta viziata; inoltre nel caso specifico non risultava che la demolizione arrecherebbe pregiudizio alla ricorrente, che secondo il difensore risiede in immobile attiguo. I ricorrenti sono stati condannati alle spese e a una sanzione pecuniaria di 3.000 euro a favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 380 del 2001, art. 31

    L'art. 31 riguarda l'ordine di demolizione delle opere abusive; la Corte conferma che la revoca o la sospensione dell'ordine dopo la condanna irrevocabile è possibile solo se ricorrono elementi che rendano plausibile e prossima l'accoglienza di un'istanza di condono/sanatoria da parte dell'autorità amministrativa.

  • art. 6015, comma 1, lett. a) ed e), cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente per censurare la motivazione; la Corte ha ritenuto che la motivazione del Tribunale non fosse illogica e che l'ordinanza di revoca fosse adeguatamente motivata.

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione ai motivi di cassazione; la Corte ha ritenuto manifestamente infondato il motivo relativo alla violazione del requisito della proporzionalità.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna alle spese e per l'irrogazione della sanzione pecuniaria in caso di ricorso inammissibile non per colpa.

  • art. 8 CEDU

    Ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, del suo domicilio e della sua corrispondenza

    La Corte ha richiamato l'art. 8 CEDU e la giurisprudenza europea: l'ordine di demolizione non contrasta in astratto con l'art. 8 se la misura è finalizzata al ripristino dell'ordine giuridico; è però necessaria la valutazione di proporzionalità caso per caso.

  • art. 1 Protocollo n. 1 CEDU

    Richiamato in relazione alla protezione della proprietà; la giurisprudenza europea riconosce che la demolizione, dopo un ragionevole lasso di tempo, può essere compatibile con la protezione della proprietà se finalizzata al ripristino dello status quo ante.

  • Artt. 14-15 Cost.

    Richiamati come riferimenti costituzionali ai diritti invocati (es. tutela dell'abitazione e salute) che devono comunque essere bilanciati con l'interesse pubblico al ripristino dell'assetto urbanistico.

Massime di principio

  • La sospensione dell'esecuzione dell'ordine di demolizione dopo sentenza irrevocabile è possibile solo se è dimostrabile la plausibile e prossima adozione da parte dell'amministrazione di un provvedimento di sanatoria/condono e tempi rapidi di definizione del procedimento.
  • Il giudice dell'esecuzione valuta sia l'esito probabile dell'istanza amministrativa sia la durata necessaria per la sua definizione; ritardi o motivazioni amministrative solide che rendono sfavorevole l'esito legittimano la revoca della sospensione.
  • L'ordine di demolizione ha funzione ripristinatoria (non punitiva) e l'interesse pubblico al ripristino dell'assetto urbanistico può prevalere sul diritto all'abitazione quando la costruzione è stata realizzata senza titolo.
  • Il principio di proporzionalità richiede una valutazione caso per caso del bilanciamento tra diritto alla vita privata/abitazione/salute e l'interesse pubblico; per influenzare positivamente tale valutazione occorre fornire prove concrete e specifiche (certificati medici, situazione abitativa, prova di buona fede, elementi sull'iter amministrativo).
  • Costruzioni realizzate consapevolmente in aree vincolate o senza autorizzazione riducono la possibilità di ottenere la sospensione o l'annullamento dell'ordine demolitorio, anche se il soggetto è anziano o vulnerabile.
  • Per difendersi efficacemente in situazioni analoghe è fondamentale documentare puntualmente lo stato del procedimento amministrativo, i tempi stimati di definizione, le ragioni ostative al diniego e gli effetti concreti dell'esecuzione sulla salute e sull'abitazione.

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