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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38134/2022 del 10/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva parzialmente rigettato l'opposizione avverso il diniego, in sede, alla richiesta di ammissione all'affidamento in prova al servizio sociale e di detenzione domiciliare. L'opponente contestava il rigetto dell'affidamento in prova ritenendo che i precedenti penali fossero risalenti e che dal 22/05/2015 non avesse commesso altri reati; inoltre sosteneva che la sua attività lavorativa (assunzione in un pub come addetto alle consegne) non era stata adeguatamente valutata come indice di riscatto e compatibilità con misure alternative.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e manifestamente infondato. Ha ritenuto congrua e non apparente la motivazione del Tribunale di sorveglianza, che ha valorizzato la gravità e la qualità dei precedenti (tra cui reati gravi come sequestro a scopo estorsivo, associazione per delinquere, reati contro il patrimonio, armi e stupefacenti), le informazioni negative delle forze dell'ordine (legami parentali con consorterie mafiose), e la precedente sottoposizione a sorveglianza speciale. La Corte ha inoltre confermato che la detenzione domiciliare concessa è compatibile con l'attività lavorativa svolta, mentre l'affidamento in prova richiede valutazioni prognostiche sull'effettiva revisione critica del condannato e sull'idoneità della misura a conseguire la emenda. Per queste ragioni il ricorso è stato respinto come inammissibile; il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 678, comma I-ter, cod. proc. pen.

    La norma è stata richiamata quale titolo dell'impugnazione (opposizione avverso il diniego del Magistrato di sorveglianza). La Corte ha ritenuto corretta la valutazione di merito svolta in applicazione dei criteri procedurali e sostanziali afferenti a quella fattispecie.

  • artt. 73 e 75 d.lgs. n. 159 del 2011

    Articoli relativi al reato per cui Agresta era condannato (delitti connessi alla normativa antimafia/gestione illecito di beni e stupefacenti). La gravità del reato è stata considerata elemento rilevante nel giudizio prognostico sull'affidamento.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la statuizione sulle spese e per la condanna alla somma in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità dell'impugnazione; la Corte ha applicato la sanzione tenendo conto dei profili di colpa relativi all'impugnazione.

Massime di principio

  • L'affidamento in prova al servizio sociale richiede una valutazione prognostica positiva, basata non solo sull'assenza di reati recenti ma su elementi concreti di revisione critica e sui risultati del trattamento osservazionale.
  • La gravità, la qualità e la continuità dei precedenti penali (nonché informazioni negative delle forze dell'ordine, come legami con consorterie mafiose) pesano significativamente contro la concessione dell'affidamento in prova.
  • La discrezionalità del giudice di merito nella scelta della misura alternativa è ampia e difficile da censurare in sede di legittimità se la motivazione è adeguata e logica; la Corte di legittimità non sostituisce il giudizio del merito.
  • La compatibilità di un'attività lavorativa con la detenzione domiciliare va valutata concretamente: orari ridotti e possibilità di autorizzazioni possono rendere compatibile il lavoro con la detenzione domiciliare anche quando l'affidamento in prova è escluso.
  • Impugnazioni prive di fondatezza o manifestamente inammissibili possono comportare condanne alle spese e sanzioni (es. versamenti alla Cassa delle ammende) ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; conviene valutare attentamente i presupposti di merito prima di proporre gravami.

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