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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40322/2024 del 04/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva dichiarato inammissibile il suo appello cautelare avverso il provvedimento del G.i.p. che aveva rigettato la richiesta di dissequestro di metalli preziosi, somme sui conti correnti e altro materiale sequestrato alla EGM S.p.A. (di cui il ricorrente dichiara di essere socio al 51%). Ha sostenuto che l'indisponibilità dell'oro e delle somme (materia prima e liquidità) aveva provocato una contrazione dell'attività, aggravamento del rischio di dissesto, pregiudizio alla continuità aziendale, riduzione del rating e difficoltà di accesso al credito, e quindi un interesse concreto ed attuale ad impugnare oltre a lamentare carenza di legittimazione e vizio di motivazione.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente inammissibile. Ha ritenuto che le lamentele concernenti l'operato dell'amministratore giudiziario attengono alle modalità esecutive della misura e non all'applicazione o modifica del vincolo cautelare, quindi devono essere proposte con opposizione al giudice dell'esecuzione. Ne consegue che la legittimazione ad impugnare spetta all'amministratore giudiziario nominato e non al precedente legale rappresentante o socio. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e al versamento, fissato equitativamente, di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 104-bis disp. att. cod. proc. pen.

    art. 104-bis disposizioni attuative codice di procedura penale

    Richiamata dal ricorrente per sostenere l'obbligo dell'amministratore giudiziario di assicurare la continuità aziendale; la Corte non ha ritenuto che ciò legittimasse il ricorrente a impugnare direttamente l'ordinanza che ha mantenuto il sequestro, in quanto la contestazione riguarda modalità di gestione e non la modifica del vincolo cautelare.

  • art. 35 d.lgs. n. 159 del 2011

    art. 35 del decreto legislativo n. 159/2011

    Richiamato dal ricorrente in tema di amministrazione giudiziaria e tutela del patrimonio aziendale; la Corte lo menziona ma interpreta la questione come problematica relativa all'esecuzione della misura, competenza del giudice dell'esecuzione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per l'imposizione delle spese del procedimento al ricorrente a seguito della dichiarazione di inammissibilità del ricorso.

  • sentenza Corte Costituzionale n. 186 del 13/06/2000

    Corte Costituzionale, sent. n. 186/2000

    Richiamata per valutare la responsabilità del ricorrente nella determinazione della causa di inammissibilità; la Corte ha ritenuto che non sussistesse colpa grave, ma ha comunque disposto il versamento equitativo alla Cassa delle Ammende.

  • Cass. Sez. 2, n. 946 del 21/11/2018 (Della Santina)

    Sez. 2, n. 946 del 21/11/2018, Della Santina

    Giurisprudenza richiamata per affermare che le doglianze sull'operato dell'amministratore giudiziario vanno proposte come opposizione al giudice dell'esecuzione e non con ricorso cautelare volto a ottenere dissequestro.

  • Cass. Sez. 1, n. 36064 del 15/06/2023 (Sangermano)

    Sez. 1, n. 36064 del 15/06/2023, Sangermano

    Giurisprudenza richiamata per il principio secondo cui la legittimazione all'impugnazione spetta all'amministratore giudiziario nominato al momento del sequestro e non al precedente legale rappresentante o socio.

Massime di principio

  • Le contestazioni relative all'operato dell'amministratore giudiziario (gestione, modalità esecutive, prosecuzione dell'attività) devono essere proposte con opposizione al giudice dell'esecuzione e non con l'impugnazione diretta del provvedimento cautelare sul presupposto della loro inidoneità a rimuovere il vincolo.
  • La legittimazione a proporre impugnazioni contro provvedimenti riguardanti misure cautelari patrimoniali spetta in primo luogo all'amministratore giudiziario nominato; i precedenti amministratori, soci o legali rappresentanti non hanno automaticamente titolo ad agire in sua vece.
  • Per ottenere il dissequestro o la modifica delle misure è necessario dimostrare un interesse concreto, attuale e giuridicamente rilevante in capo alla parte legittimata: la mera disponibilità societaria (es. essere socio al 51%) non è sufficiente se non si è l'amministratore giudiziario.
  • Se un ricorso è dichiarato inammissibile si applicano le norme sulla condanna alle spese (art. 616 c.p.p.) e, in presenza delle condizioni previste dalla giurisprudenza costituzionale, può essere disposto un versamento alla Cassa delle Ammende anche se non si ravvisa colpa grave nella determinazione dell'inammissibilità.
  • Prima di proporre un impugnazione avverso provvedimenti cautelari è consigliabile valutare se la questione concerne l'applicazione/modifica del vincolo (competenza del giudice che ha emanato il provvedimento) o le modalità di esecuzione/gestione (competenza del giudice dell'esecuzione) per scegliere la via processuale corretta.

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