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Sentenza

Sentenza n. 9447/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento del provvedimento di diniego del visto d’ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato emesso in data 29/09/2025 dall’Ambasciata d’Italia a New Delhi.

Giustizia amministrativa202515121

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR, decidendo con sentenza in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a., ha dichiarato la cessazione della materia del contendere poiché, dopo la proposizione del ricorso, l’Amministrazione ha rilasciato il visto oggetto della controversia. Ha posto le spese a carico del MAECI sulla base della soccombenza virtuale, liquidandole in € 1.000,00 oltre accessori di legge e rimborso dell’importo del contributo unificato.

TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto d’ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato emesso dall’Ambasciata d’Italia a New Delhi il 29 settembre 2025

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto d’ingresso per lavoro subordinato adottato dall’Ambasciata d’Italia a New Delhi. Dal testo non risultano specifici motivi di illegittimità dedotti, né le ragioni poste dall’Amministrazione a fondamento del diniego. Nel corso del giudizio l’Amministrazione si è costituita resistendo al ricorso; prima della decisione è intervenuto il rilascio del visto.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    ex art. 60 cod. proc. amm.

    Consente la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata, previa audizione delle parti, quando ne ricorrono i presupposti.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La cessazione della materia del contendere consegue al sopravvenuto rilascio del visto, che ha soddisfatto integralmente la pretesa sostanziale azionata.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce il presupposto per l’oscuramento delle generalità della parte a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati quali ulteriori presupposti per la tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio di annullamento di un diniego amministrativo, l’Amministrazione adotta un comportamento o un provvedimento che soddisfa integralmente la pretesa sostanziale del ricorrente, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
  • In caso di cessazione della materia del contendere per sopravvenuto soddisfacimento della pretesa, il giudice può regolare le spese secondo il criterio della soccombenza virtuale, valutando quale parte avrebbe verosimilmente prevalso sulla domanda originaria.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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