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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 04707/2026 del 05/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna esclusivamente la determinazione del termine massimo delle ricerche disposte ex art. 420-quater c.p.p., sostenendo che il giudice di merito ha erroneamente applicato la disciplina previgente e calcolato termini di ricerca inferiori. Deduce violazione e falsa applicazione degli artt. 420-quater c.p.p., 159 (ultimo comma) e 157 c.p.: alla luce del combinato disposto le ricerche devono protrarsi fino al doppio del termine ordinario di prescrizione (art. 159 ultimo comma), che si determina con riferimento alla pena massima edittale secondo l'art. 157 c.p.; conseguentemente per il reato di riciclaggio (pena massima 12 anni) il termine dev'essere 24 anni dalla data del fatto e per il furto pluriaggravato (pena massima 10 anni) 20 anni dalla data del fatto, con le scadenze calendariali risultanti dal conteggio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso limitatamente alla determinazione del termine finale delle ricerche: ha annullato senza rinvio la parte della sentenza di merito relativa ai termini di ricerca e ha direttamente rideterminato le nuove scadenze. Sono fissate le date definitive: 1.10.2042 per BAZIUK Oleksandr (reato di riciclaggio, decorrenza dal 1° ottobre 2018, raddoppio a 24 anni) e 28.7.2038 per HANUSHCHAK Denis e DRON Yuri (reato di furto pluriaggravato, decorrenza dal 28 luglio 2018, raddoppio a 20 anni). Per il resto la sentenza impugnata è stata confermata.

Norme richiamate

  • art. 420-quater cod. proc. pen.

    "fino a quando per tutti i reati oggetto di imputazione non sia superato il termine previsto dall'art. 159, ultimo comma, del codice penale, la persona nei confronti della quale è stata emessa la sentenza sia ricercata dalla polizia giudiziaria e, nel caso in cui sia rintracciata, le sia personalmente notificata la sentenza"

    Il giudice che pronuncia la sentenza di non doversi procedere per mancata conoscenza deve disporre le ricerche fino al termine massimo indicato da art. 159, ultimo comma; la disposizione vincola la durata delle ricerche.

  • art. 159, ultimo comma, cod. pen.

    "quando è pronunciata la sentenza di cui all'art. 420-quater del codice di procedura penale il corso della prescrizione rimane sospeso sino al momento in cui è rintracciata la persona nei cui confronti è stata pronunciata, ma in ogni caso non può essere superato il doppio dei termini di prescrizione di cui all'articolo 157 cod. pen."

    Stabilisce il limite massimo della sospensione della prescrizione dopo la sentenza ex art. 420-quater: la sospensione non può eccedere il doppio del termine ordinario di prescrizione determinato ex art. 157.

  • art. 157 cod. pen.

    "la prescrizione estingue il reato decorso il tempo corrispondente al massimo della pena edittale stabilita dalla legge ... Per determinare il tempo necessario a prescrivere si ha riguardo alla pena stabilita dalla legge per il reato consumato o tentato, senza tener conto della diminuzione per le circostanze attenuanti e dell'aumento per le circostanze aggravanti..."

    Per calcolare il termine ordinario di prescrizione si prende come riferimento la pena massima edittale prevista per il reato, senza considerare diminuizioni/accrescimento dovuti a circostanze, salvo eccezioni normative.

  • art. 648-bis cod. pen. (riciclaggio)

    Norma sostanziale rilevante per determinare la pena massima edittale (12 anni) del capo relativo al riciclaggio, da cui discende il raddoppio a 24 anni per il termine massimo delle ricerche.

  • artt. 110, 624, 625 n.2,5,7, 61 n.7 cod. pen. (concorso e furto pluriaggravato)

    Combinazione normativa che individua il reato plurioffensivo (furto pluriaggravato) con pena massima edittale di 10 anni, da cui deriva il raddoppio a 20 anni per il termine massimo delle ricerche.

  • Giurisprudenza (Sezioni Unite, sent. n. 5847/2024 e Sez. 5 n. 20140/2024)

    Le Sezioni Unite hanno ammesso la ricorribilità diretta della sentenza ex art. 420-quater per i motivi di cui all'art. 606 c.p.p.; la giurisprudenza qualifica la determinazione della durata delle ricerche come provvedimento decisorio suscettibile di impugnazione.

Massime di principio

  • Quando venga pronunciata una sentenza ex art. 420-quater c.p.p. le ricerche devono protrarsi fino al limite massimo stabilito dall'art. 159, ultimo comma: non oltre il doppio del termine ordinario di prescrizione.
  • Per determinare il termine ordinario di prescrizione si applica l'art. 157 c.p.: si prende la pena massima edittale prevista per il reato senza tener conto di eventuali diminuzioni o aumenti per circostanze, salvo espressa previsione contraria.
  • Il punto di partenza del computo è la data di commissione del reato indicata nell'imputazione; se la data è indicata per mese, per il principio "favor rei" si assume il giorno iniziale del mese se necessario per il calcolo.
  • La Corte di Cassazione può annullare senza rinvio la parte della decisione che ha errato nel calcolo del termine delle ricerche e può direttamente rideterminare la scadenza quando la corretta applicazione della norma consente una immediata ricostruzione della durata.
  • Le sentenze ex art. 420-quater sono impugnabili in Cassazione per i motivi di cui all'art. 606 c.p.p.; la determinazione della durata delle ricerche ha natura decisoria e incide definitivamente su situazioni giuridiche rilevanti.
  • In presenza di riforme legislative occorre verificare la normativa applicabile e, se rilevante, applicare le norme che disciplinano la rivalutazione temporale (criterio di legge più favorevole ove pertinente), ma va sempre rispettato il limite perentorio fissato dall'art. 159, ultimo comma.

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