Cassazione Penale, Sentenza n. 04706/2026 del 05/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Napoli che aveva dichiarato inammissibile l'appello contro l'ordinanza del G.i.p. di Torre Annunziata relativa al sequestro preventivo di due chioschi ubicati a Pompei. Il ricorrente deduceva: 1) errata valutazione della legittimazione a proporre il riesame (il Tribunale avrebbe richiesto un diritto alla restituzione del bene, mentre le Sezioni Unite hanno affermato che è sufficiente un interesse concreto e attuale correlato agli effetti del dissequestro); 2) carenza del fumus commissi delicti relativamente agli artt. 633 e 639-bis c.p., avendo Falanga assunto il possesso per provvedimento concessorio e sussistendo atti amministrativi (proroghe/permessi) che avrebbero legittimato la detenzione; 3) travisamento della prova e insufficiente motivazione del Tribunale in ordine alla natura dei titoli (concessioni scadute o mai rilasciate) e alla proprietà dei suoli (Comune vs. demanio/EAV). La difesa ha prodotto documentazione amministrativa e consulenze tecniche a sostegno della legittimità della detenzione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha preliminarmente richiamato l'informazione provvisoria delle Sezioni Unite n. 15/2025, secondo cui l'indagato può proporre riesame se allega un interesse concreto e attuale correlato agli effetti della rimozione del sequestro. Tuttavia, avendo verificato il merito, la Corte ha ritenuto infondati i motivi che censuravano la valutazione del fumus del reato: il Tribunale del riesame aveva esaminato i titoli (concessioni, proroghe, atti amministrativi) e, anche alla luce delle emergenze investigative, aveva motivatamente ritenuto l'assenza di un valido e attuale titolo giuridico per l'occupazione dei suoli su cui insistono i due chioschi. La circostanza della presunta acquiescenza degli enti titolari non è stata ritenuta idonea a escludere l'arbitrarietà dell'occupazione. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato alle spese processuali.
Norme richiamate
Codice penale - art. 633
Norma che sanziona l'invasione di terreni o edifici. La Corte ha valutato il "fumus" di tale reato sulla base dell'assenza di un valido titolo giuridico che giustifichi la permanenza sui suoli.
Codice penale - art. 639-bis
Norma relativa ai delitti contro il patrimonio connessi all'occupazione; la sua applicazione è stata ritenuta plausibile dal tribunale del riesame in presenza di occupazione senza titolo attuale.
Codice di procedura penale - art. 606, comma 1, lett. b)
Motivazione del vizio di motivazione e della violazione di legge, utilizzata nel ricorso per censurare la valutazione del tribunale del riesame.
Codice di procedura penale - art. 606, comma 1, lett. e)
Rilevato rispetto al vizio di motivazione e travisamento della prova contestato dalla difesa.
Sezioni Unite - informazione provvisoria n. 15/2025 (proc. pen. n. 34936/2024)
La persona sottoposta ad indagini può proporre richiesta di riesame ove alleghi un interesse concreto ed attuale correlato agli effetti della rimozione del sequestro sulla sua posizione
Principio stabilito dalle Sezioni Unite che amplia la legittimazione a proporre il riesame: non è necessario dimostrare un diritto alla restituzione del bene, ma soltanto un interesse concreto ed attuale collegato agli effetti del dissequestro sulla posizione dell'indagato.
Giurisprudenza di legittimità richiamata (es. Sez. 3, n. 3672/2005; Sez. 3, n. 40029/2008; Sez. 6, n. 25382/2023)
Precedenti che confermano che l'assenza di valido titolo autorizzatorio e la prosecuzione dell'occupazione senza titolo possono integrare indici rilevanti ai fini del fumus, e che il possesso al momento del sequestro rende possibile l'impugnazione, ma non esclude automaticamente la valutazione negativa del fumus.
Massime di principio
- L'indagato è legittimato a proporre la richiesta di riesame se allega un interesse concreto ed attuale legato agli effetti della rimozione del sequestro; non è più necessaria la prova di un diritto alla restituzione del bene.
- In sede di riesame il giudice valuta il fumus commissi delicti nel suo complesso: la presenza o l'assenza di un titolo autorizzatorio attuale (concessione valida, proroga legittima, autorizzazione) è centrale per la valutazione dell'illiceità dell'occupazione.
- La mera acquiescenza o la mancata opposizione da parte dell'ente proprietario non esclude automaticamente l'arbitrarietà dell'occupazione e non è, di per sé sola, idonea ad escludere il fumus del reato.
- Il possesso legittimo iniziale può non bastare a escludere il reato qualora la prosecuzione della detenzione avvenga senza un titolo giuridico valido; occorre documentare la natura e la continuità del titolo.
- In casi simili è fondamentale produrre tempestivamente tutta la documentazione amministrativa (concessioni, atti di proroga, delibere, ordinanze sindacali, atti di disponibilità da terzi) e consulenze tecniche che dimostrino la legittimità del titolo o la mancanza di consistenti indizi di reato.
- Quando esiste contrasto giurisprudenziale su questioni di ammissibilità o legittimazione, è utile richiamare pronunce delle Sezioni Unite e, se possibile, chiedere la sospensione in attesa di pronunce chiarificatrici; tuttavia, l'esito favorevole su legittimazione non determina automaticamente l'accoglimento del riesame sul merito del fumus.
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