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Sentenza

Sentenza del 05/06/2017 n. 182 - Comm. Trib. Reg. per l'Umbria

Illegittima detrazione IVA su finanziamenti incentivazione alla ricerca erogati dal MIUR - Legittimità motivazione per relationem

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Le società hanno impugnato nove avvisi di accertamento e un atto di recupero relativi agli anni 2007-2011. L’Amministrazione contestava l’indebita detrazione dell’IVA, l’indeducibilità di costi ai fini IRES e IRAP e l’indebita compensazione di un credito d’imposta collegato a incentivi alla ricerca finanziati dal bando PIA/FESR e dal MIUR. Le contestazioni riguardavano fatture per operazioni oggettivamente inesistenti, documentazione e relazioni di ricerca ritenute false o riprodotte da precedenti rendicontazioni, nonché quote di ammortamento relative a un impianto mai entrato in funzione. Le società eccepivano, tra l’altro, il difetto di motivazione degli atti, sostenendo che gli avvisi si fossero limitati a recepire acriticamente il processo verbale di constatazione e che alcuni documenti richiamati non fossero stati integralmente allegati.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha accolto l’appello dell’Agenzia delle Entrate e riformato integralmente la decisione di primo grado, che aveva annullato gli atti per difetto di motivazione. Ha ritenuto legittima la motivazione per relationem al processo verbale di constatazione, poiché il PVC era stato notificato e gli avvisi riportavano comunque elementi fattuali, documentali e presuntivi sufficientemente dettagliati per consentire la difesa. Nel merito, ha confermato la falsità o inesistenza delle operazioni sulla base di indizi gravi, precisi e concordanti, tra cui fatturazioni incrociate prive di adeguata giustificazione economica, relazioni di ricerca parzialmente copiate, sproporzioni nei corrispettivi e mancata realizzazione o operatività dell’impianto. Per il progetto MIUR, la revoca del decreto di concessione da parte del MIUR ha fatto venir meno il presupposto del credito d’imposta, legittimandone il recupero e il disconoscimento dei costi per difetto di inerenza. Sono stati quindi confermati tutti gli avvisi di accertamento e l’atto di recupero, con condanna delle parti appellate, in solido, al pagamento di 10.000 euro per spese di giudizio.

Norme richiamate

  • Art. 7 della Legge 27 luglio 2000, n. 212, Statuto dei diritti del contribuente

    La Commissione ha ritenuto rispettato l’obbligo di motivazione e di conoscibilità degli atti richiamati, poiché le relazioni utilizzate dall’Amministrazione erano state allegate, anche per stralci, al processo verbale di constatazione regolarmente notificato al contribuente.

  • Decreto ministeriale 26 luglio 2000, n. 593, articolo 14, comma 1, lettera c)

    La norma costituiva la base dell’agevolazione MIUR per il progetto di ricerca. La revoca del provvedimento di ammissione all’incentivo ha eliminato il presupposto del credito d’imposta, rendendone legittimo il recupero.

  • Bando Pacchetti Integrati di Agevolazioni 2007 e Fondo Europeo di Sviluppo Regionale

    Le agevolazioni erano subordinate alla veridicità delle spese rendicontate e alla realizzazione dell’investimento. L’uso di fatture inesistenti o di documentazione non veritiera e la mancata entrata in funzione dell’impianto hanno giustificato il recupero delle imposte e il disconoscimento dei costi.

  • Principio giurisprudenziale della motivazione per relationem

    La motivazione per relationem è legittima quando l’atto richiamato è conosciuto o conoscibile dal contribuente e consente l’esercizio del diritto di difesa.

    Un avviso di accertamento può richiamare il contenuto di un PVC o di altri atti istruttori senza riprodurli integralmente, purché il contribuente ne abbia avuto conoscenza e l’avviso esponga in modo sufficiente i fatti e le ragioni della pretesa tributaria.

Massime di principio

  • La motivazione per relationem non è illegittima di per sé: è normalmente valida quando l’atto richiamato è stato notificato o comunque messo a disposizione del contribuente e il richiamo permette di comprendere la pretesa fiscale e di difendersi.
  • L’Amministrazione può fondare l’accertamento su presunzioni, purché gli elementi indiziari siano gravi, precisi e concordanti. In presenza di tale quadro, spetta al contribuente fornire una spiegazione alternativa concreta e adeguatamente documentata.
  • Nelle agevolazioni pubbliche, la veridicità delle fatture, delle relazioni e delle spese rendicontate è essenziale. Documenti duplicati, costi sproporzionati, fatturazioni infragruppo prive di giustificazione economica e rendicontazioni non coerenti possono dimostrare l’inesistenza delle operazioni.
  • La revoca dell’atto amministrativo che concede un credito d’imposta o un incentivo può far venir meno il presupposto dell’agevolazione e legittimare il recupero del credito compensato, oltre al disconoscimento dei relativi costi.
  • Le quote di ammortamento sono contestabili quando il bene non è entrato in funzione o non è stato effettivamente utilizzato nell’attività d’impresa, soprattutto se non ha prodotto ricavi o non è dimostrata la sua concreta destinazione produttiva.
  • La mera contestazione tecnica o l’affermazione che documenti simili possano riferirsi a progetti diversi non è sufficiente: occorrono prove specifiche dell’effettività delle prestazioni, della loro autonomia e della coerenza economica dei corrispettivi.

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