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Sentenza

Sentenza n. 8378/2026 - Roma, Sezione 2B

per l’annullamento, previa sospensione degli effetti, del provvedimento di diniego del visto d’ingresso per motivi di studio prot. 753-p del 20.01.2026 notificato in data 28.01.2026;

Giustizia amministrativa202604228

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto d’ingresso per motivi di studio fondato sul presunto rischio migratorio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego del visto d’ingresso per motivi di studio, contestando esclusivamente l’erronea valutazione dell’Amministrazione circa la presunta volontà di non rientrare nel Paese di origine al termine del percorso di studi, ossia il cosiddetto rischio migratorio. Il Ministero ha eccepito in via preliminare la nullità della procura alle liti. Il TAR ha ritenuto infondata tale eccezione, poiché la procura risultava munita dell’apostille prevista dalla Convenzione dell’Aia del 1961, ai sensi degli artt. 12 e 60 della l. 218/1995. Nel merito, la ricorrente ha contestato la valutazione amministrativa relativa alla propria situazione economica e abitativa.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso, ritenendo infondati i motivi dedotti. Ha anzitutto escluso la nullità della procura alle liti, rilevando che essa era munita di apostille. Nel merito, ha ritenuto legittima la valutazione amministrativa sul rischio migratorio e sull’insufficienza delle garanzie economiche, sulla base della documentazione prodotta dal Ministero, in particolare dell’estratto conto bancario, dal quale risultava l’insussistenza, in capo al genitore della ricorrente, dei mezzi necessari per il sostentamento della figlia all’estero. Il giudice ha valorizzato anche la composizione del nucleo familiare, formato da dieci persone, due delle quali, inclusa la ricorrente, avrebbero inteso recarsi all’estero per motivi di studio. Ha inoltre rilevato che non era stata provata la sussistenza del titolo giuridico dell’alloggio in Italia presso il quale la ricorrente avrebbe dovuto essere ospitata durante il periodo di studio. La ricorrente è stata condannata alla rifusione delle spese di lite, liquidate in € 500,00 oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    La causa è stata definita con sentenza in forma semplificata, previa audizione delle parti in camera di consiglio.

  • artt. 12 e 60 l. 218/1995

    Le disposizioni sono state richiamate per ritenere valida la procura alle liti formata all’estero e munita dell’apostille prevista dalla Convenzione dell’Aia del 1961.

  • Convenzione dell’Aia del 1961

    L’apostille apposta sulla procura è stata ritenuta idonea a escludere la dedotta nullità della procura alle liti.

Massime di principio

  • Nel giudizio amministrativo, la procura alle liti formata all’estero non è nulla quando risulta munita dell’apostille prevista dalla Convenzione dell’Aia del 1961, secondo la disciplina richiamata degli artt. 12 e 60 l. 218/1995.
  • Il diniego di visto d’ingresso per motivi di studio può essere ritenuto legittimo quando l’Amministrazione dimostri, mediante documentazione finanziaria, l’insufficienza dei mezzi economici del soggetto che si è impegnato a sostenere il richiedente all’estero.
  • Nella valutazione del rischio migratorio connesso a una domanda di visto per motivi di studio, l’Amministrazione può considerare la composizione del nucleo familiare e il fatto che più componenti intendano recarsi all’estero per studio, in relazione alla complessiva sostenibilità economica del progetto.
  • La mancata prova del titolo giuridico relativo all’alloggio destinato a ospitare il richiedente in Italia costituisce un elemento valutabile ai fini della decisione sulla domanda di visto per motivi di studio.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaDecisione e riti speciali
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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