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Sentenza

Sentenza n. 756/2026 - Firenze, Sezione 2

per l'annullamento - del Decreto Dirigenziale della Regione Toscana n. 10376 del 16.06.2021 avente ad oggetto “Discarica per rifiuti non pericolosi sita in loc. Scapigliato, in comune di Rosignano Marittimo autorizzata con AIA rilasciata con DGRT n. 160 del 11/02/2019. Gestore: Scapigliato srl. Diffida per inosservanza alle prescrizioni autorizzative ai sensi del comma 9, lettera a) dell'art. 29-decies del Dlgs. 152/2006 e smi.” e dell'allegata nota prot. n. 2021/0040358 del 25.05.2021 di ARPAT Dipartimento di Livorno, avente ad oggetto “Polo impiantistico sito in località Scapigliato. AIA rilasciata con DGRT n. 160 del 11.02.2019. Gestore Scapigliato srl. Esiti attività ispettive ARPAT. Richiesta contributo ai fini dell'adozione di provvedimenti di competenza” espressamente costituente parte integrante e sostanziale del provvedimento regionale, entrambi notificati alla ricorrente via PEC con nota di trasmissione prot. n. AOOGRT_0260464_2021-06-18 del 18.06.2021; - di ogni altro provvedimento, atto, comportamento presupposto, connesso e consequenziale, anche se non conosciuto, ivi compresi tutti i documenti richiamati nel provvedimento impugnato.

Giustizia amministrativa202101588

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto che la ricorrente aveva adempiuto alle prescrizioni oggetto della diffida e aveva espressamente dichiarato di non avere più interesse alla decisione. Le spese della fase sono state compensate, poiché la ricorrente ne aveva chiesto la compensazione e la Regione non si era opposta.

TAR Toscana - Firenze, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Diffida regionale per inosservanza di prescrizioni autorizzative relative a una discarica, corredata dalla nota ispettiva di ARPAT

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società gestrice della discarica ha impugnato il decreto dirigenziale regionale che, ai sensi dell’art. 29-decies, comma 9, lettera a), del d.lgs. 152/2006, le aveva intimato di adempiere a prescrizioni dell’autorizzazione integrata ambientale, unitamente alla nota di ARPAT posta a fondamento del provvedimento e agli atti connessi. Dal testo non risultano specificamente indicati i motivi di illegittimità dedotti. Nel corso del giudizio la ricorrente ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse, motivandola con l’avvenuto adempimento delle prescrizioni imposte dalla Regione.

Norme richiamate

  • art. 29-decies, comma 9, lettera a), d.lgs. 152/2006

    Diffida per inosservanza alle prescrizioni autorizzative

    La disposizione è indicata quale base normativa del provvedimento regionale di diffida rivolto al gestore della discarica; la sentenza non ne esamina il contenuto, poiché il ricorso è dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.

Massime di principio

  • L’adempimento delle prescrizioni imposte da un provvedimento amministrativo, accompagnato dalla dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione, determina la sopravvenuta carenza di interesse e l’improcedibilità del ricorso di annullamento.
  • In caso di dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse non contestata dalla controparte, il giudice può definire il giudizio senza esaminare i motivi di illegittimità dedotti contro l’atto impugnato.
  • Le spese di lite possono essere compensate quando la parte ricorrente lo richieda e l’amministrazione resistente non si opponga.

Come è indicizzato

MaterieRifiutiEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAmbienteProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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