Cassazione Penale, Sentenza n. 18756/2023 del 04/05/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di revoca del beneficio dell'indulto concessogli (anni 3 di reclusione ed euro 830 di multa), per fatti di usura ed altri reati commessi tra giugno 2005 e ottobre 2007. Il ricorrente deduceva errata applicazione di legge e vizio di motivazione sostenendo che la pena indicata in sentenza è il risultato di più reati uniti dal vincolo della continuazione e che, ai fini della revoca dell'indulto, va considerata la pena relativa al singolo reato o l'aumento di pena ascrivibile a ciascun reato-satellite; inoltre sosteneva che il reato più grave era anteriore all'entrata in vigore della L. n.241/2006 e quindi non poteva determinare la revoca. Difesa alternativa ha sostenuto la configurazione di usura continuata per i rinnovi dei patti usurari. La Procura generale aveva chiesto la declaratoria di inammissibilità del ricorso.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato nei limiti esposti: ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato al giudice dell'esecuzione affinché determini il quantum di pena attribuibile ai reati commessi oltre il termine fissato dalla L. n.241/2006, verificando se il giudice di merito abbia riconosciuto il vincolo della continuazione interna e, in caso di unificazione, se per alcuni episodi sia stata irrogata una pena non inferiore a due anni di reclusione che comporterebbe la revoca di diritto dell'indulto. La Corte ha censurato il giudice dell'esecuzione per non aver effettuato la scissione/interpretazione del giudicato necessaria a quantificare la parte di pena rilevante ai fini della revoca.
Norme richiamate
Legge n. 241 del 2006
La revoca automatica dell'indulto si verifica quando la condanna a pena detentiva è superiore a due anni per delitto non colposo commesso nel periodo di efficacia della norma; la Corte richiede che si valuti la pena effettivamente ascritta ai reati commessi dopo l'entrata in vigore della legge
Codice penale
artt. 110, 81, 644 (usura), 99
Art. 644 c.p. disciplina il reato di usura; artt. 110 e 81 regolano il concorso di persone e il vincolo della continuazione. La Corte evidenzia che, in presenza di più episodi e di possibile continuazione, occorre individuare la pena attribuibile a ciascun episodio/satellite o l'incremento di pena a titolo di continuazione
Sentenza Sez. 1, n. 49986 del 24/11/2009 (giurisprudenza citata)
Sez. 1, n. 49986 del 24/11/2009
Precedente richiamato per l'orientamento secondo cui, ai fini della revoca dell'indulto, non sempre va considerata la pena complessiva ma occorre valutare la pena riferibile al singolo reato o l'aumento applicato per ciascun reato-satellite
Sentenza Sez. 1, n. 3986 del 28/11/2013 (Soriano)
Sez. 1, n. 3986 del 28/11/2013
Stabilisce che, in caso di reati uniti dal vincolo della continuazione alcuni dei quali ricadono nel periodo utile per il beneficio e altri successivamente, la pena rilevante per la revoca va individuata, con riguardo ai reati-satellite, nell'aumento di pena concretamente irrogato per ciascuno
Sentenza Sez. U, n. 21501 del 23/04/2009 (Astone)
Sez. U, n. 21501 del 23/04/2009
Affermato il principio che, ove la sentenza non abbia specificato la pena per ciascun reato, spetta al giudice dell'esecuzione interpretare il giudicato e procedere alla scissione delle pene
Sentenza Sez. 2, n. 35878 del 23/09/2020
Sez. 2, n. 35878 del 23/09/2020
Richiamata sul punto della consumazione prolungata dell'usura: i pagamenti successivi possono costituire momenti consumativi rilevanti, ma la valutazione concreta richiede l'accertamento della natura continuativa o di rinnovo dei patti
Sentenza Sez. 6, n. 1601 del 27/04/1998
Sez. 6, n. 1601 del 27/04/1998
Ha chiarito che quando successive dazioni di denaro implicano il rinnovo del patto usurario (rifissazione del capitale e nuovi interessi) si configura usura continuata; la distinzione tra esecuzione del patto iniziale e rinnovo è fattuale e rilevante per la qualificazione
Massime di principio
- Quando più reati sono riuniti dal vincolo della continuazione e alcuni episodi sono anteriori e altri posteriori alla norma che regola un beneficio (es. indulto), ai fini della revoca occorre quantificare la parte di pena riferibile ai soli reati commessi dopo l'entrata in vigore della norma
- Se la sentenza non specifica la pena attribuita a ciascun reato-satellite, il giudice dell'esecuzione deve interpretare il giudicato e procedere alla scissione delle pene per individuare il 'quantum' rilevante ai fini della revoca
- Nel caso di usura, va accertato se i pagamenti successivi costituiscono esecuzione di un unico patto o il rinnovo/nuovo patto: nel primo caso può trattarsi di un'unica consumazione prolungata, nel secondo di usura continuata con rilevanza autonoma degli episodi
- La revoca dell'indulto opera se, per uno degli episodi ritenuti unificati nella continuazione, la pena individuale o l'aumento concreto di pena per il singolo episodio è pari o superiore a due anni di reclusione; in presenza di incertezze il giudice dell'esecuzione deve quantificare e motivare
- Se il giudice dell'esecuzione omette la necessaria scissione/interpretazione del giudicato, la decisione è annullabile e il provvedimento va rimesso per una nuova valutazione in conformità ai criteri indicati dalla Cassazione
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