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Sentenza

Sentenza del 15/01/2018 n. 8 - Comm. Trib. Prov. Cuneo

Dichiarazione integrativa in presenza di una cartella di pagamento ex art. 36 bis DPR 600/1973. Tardività

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il contribuente contestava la pretesa tributaria derivante dal controllo automatizzato della dichiarazione dei redditi ai sensi dell'art. 36-bis del DPR 600/1973. In particolare, pur non essendo contestato il merito del recupero fiscale, faceva valere crediti d'imposta risultanti da errori commessi nella dichiarazione originaria, consistenti nella mancata compilazione del quadro RX. Tali crediti erano stati indicati in una dichiarazione integrativa presentata tardivamente. La questione riguardava quindi la possibilità di utilizzare quei crediti in compensazione del debito anche se non erano stati tempestivamente esposti nella dichiarazione originaria né richiesti a rimborso entro i termini ordinari.

La decisione

La pretesa del contribuente è stata accolta. È stato riconosciuto che la dichiarazione dei redditi è emendabile e che il contribuente può correggere errori od omissioni anche mediante una dichiarazione integrativa tardiva. Se l'Amministrazione non contesta la fondatezza, l'esistenza o l'ammontare dei crediti indicati nell'integrativa, tali crediti possono essere fatti valere durante il contenzioso e utilizzati in compensazione della pretesa tributaria risultante dalla cartella. Di conseguenza, il debito oggetto del recupero deve essere ridotto o neutralizzato nei limiti dei crediti riconosciuti.

Norme richiamate

  • Art. 36-bis del DPR 600/1973

    Controllo automatizzato delle dichiarazioni dei redditi

    La cartella derivante dal controllo automatizzato può essere contestata anche mediante l'allegazione di elementi, come crediti d'imposta non indicati correttamente nella dichiarazione, idonei a dimostrare che la pretesa è inesatta o deve essere ridotta.

  • Principio di emendabilità della dichiarazione dei redditi

    Il contribuente può correggere errori od omissioni contenuti nella dichiarazione, anche in sede contenziosa, purché dimostri in modo attendibile l'esistenza e l'ammontare del credito o dell'elemento favorevole. La tardività della dichiarazione integrativa non impedisce di far valere il credito come difesa, se la sua fondatezza non è contestata.

Massime di principio

  • In presenza di una cartella derivante da controllo automatizzato, il contribuente può far valere in giudizio errori dichiarativi a proprio favore, anche se non li ha corretti tempestivamente.
  • Una dichiarazione integrativa tardiva può avere valore probatorio e consentire l'utilizzo di crediti in compensazione, purché il contribuente dimostri la loro effettiva esistenza, spettanza e quantificazione.
  • La decadenza dai termini per presentare una dichiarazione integrativa o un'istanza di rimborso può impedire l'esercizio autonomo di una determinata pretesa restitutoria, ma non necessariamente impedisce di utilizzare il credito come elemento difensivo contro una richiesta fiscale ancora contestata.
  • Il principio non consente di utilizzare crediti meramente dichiarati o indimostrati: l'Amministrazione può contestarne la fondatezza, l'ammontare, la spettanza o l'eventuale prescrizione e decadenza.
  • La compensazione opera nei limiti del credito effettivamente riconosciuto e può determinare la riduzione o l'annullamento della cartella, senza necessariamente mettere in discussione il calcolo originario dell'imposta recuperata.

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