Cassazione Civile, Sentenza n. 33987/2022 del 17/11/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I contribuenti hanno impugnato l'avviso di classamento catastale emesso dopo una DOCFA: l'immobile a Capri, prima censito A2 classe 1 vani 7,5, è stato iscritto da parte dell'Agenzia in categoria A7 classe 5 con consistenza di 9 vani. I ricorrenti hanno spiegato che la DOCFA era stata presentata per una diversa distribuzione interna mantenendo la categoria A2 e vani 7,5, e che le uniche modifiche consistettero nel trasformare due disimpegni in due bagni. Hanno dedotto la carenza di motivazione dell'avviso (art.7 l.212/2000), la scorretta applicazione delle regole di classamento e calcolo dei vani (art.1, co.3 D.M. 701/1994; artt. 45, 47, 8 RDL 652/1938 e 9 DPR 1142/1949), nonché l'erronea comparazione con immobili analoghi. Il giudice di primo grado aveva accolto i contribuenti; la Commissione tributaria regionale ha riformato accogliendo l'Agenzia ritenendo sufficiente la motivazione e congrua la riclassificazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei contribuenti. Ha confermato il principio secondo cui, nell'ambito di una procedura DOCFA (collaborativa), l'avviso di attribuzione della rendita è sufficientemente motivato con la mera indicazione dei dati oggettivi e della classe quando gli elementi di fatto forniti dal contribuente non siano disattesi ma solo valutati diversamente dall'Ufficio. Nel caso concreto i fatti (la trasformazione di due disimpegni in due bagni) non erano contestati, per cui l'amministrazione poteva ricalcolare il numero dei vani e la categoria in base a diversa valutazione tecnica e all'impiego dei parametri di calcolo (incluso il computo parziale dei vani accessori ex art.45 DPR 1142/1949). La Corte ha altresì ritenuto legittima la comparazione con immobili analoghi come elemento di fatto valutato dal giudice di merito. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato; i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese di giudizio in Cassazione, liquidate in euro 6.000 oltre spese prenotate a debito e accessori di legge, e al contributo unificato previsto.
Norme richiamate
Legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente), art. 7
L'obbligo di motivazione degli atti amministrativi tributari è valutato alla luce della procedura DOCFA: se i fatti non sono disattesi dal contribuente ma solo rivalutati dall'Ufficio, la mera indicazione dei dati oggettivi e della classe attribuita è ritenuta sufficiente a motivare l'avviso
D.M. 701/1994, art. 1, comma 3
Rinvio alle regole tecniche di classamento: la Corte ha ritenuto che la valutazione delle caratteristiche tipologiche/strutturali rientri nella discrezionalità tecnica e possa giustificare diversa classificazione se non vengono disattesi i dati fattuali forniti dal contribuente
R.D.L. 30 aprile 1938, n. 652, art. 8
Norma catastale richiamata in tema di classificazione e accertamento catastale; la Corte ha considerato le valutazioni comparative e tipologiche come accertamenti di fatto riservati al giudice del merito
D.P.R. 23 maggio 1949, n. 1142, art. 9
Richiamo alla normativa catastale sul procedimento di classamento; la Corte ha ritenuto legittima la comparazione con immobili analoghi quale elemento istruttorio posto che si tratta di valutazione di fatto
D.P.R. 23 maggio 1949, n. 1142, art. 47
Norma citata in relazione ai criteri di determinazione della consistenza: la Corte ha confermato che la consistenza (numero dei vani) può essere ricalcolata anche in assenza di aumento di volumetria a seguito di diversa distribuzione interna
D.P.R. 23 maggio 1949, n. 1142, art. 45
Stabilisce come debbano essere computati i vani accessori (bagni) in rapporto ai vani principali; la Corte ha richiamato questa norma per spiegare la possibilità di diverso calcolo dei vani a seconda della funzione e della necessità del locale
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1‑quater
Norma richiamata in ordine al contributo unificato; la sentenza dà atto dell'ulteriore importo dovuto dai ricorrenti
Decreto‑Legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8‑bis (conv. L. 176/2020)
Norma procedurale emergenziale che ha consentito la trattazione in camera di consiglio senza presenza fisica delle parti; la Corte ha specificato che il processo si è svolto secondo tale disciplina
Massime di principio
- Se la procedura di attribuzione della rendita avviene tramite DOCFA e i fatti descritti dal contribuente non sono disattesi, l'avviso di attribuzione è sufficientemente motivato anche con la mera indicazione dei dati oggettivi e della classe; motivazione più ampia è richiesta solo quando l'Ufficio contesti i fatti
- Il numero dei "vani catastali" è il risultato di calcoli e criteri tecnici (natura, superficie, funzione, utilizzo) e può variare per diversa distribuzione interna senza aumento di volumetria
- I locali accessori (es. bagni) si computano frazionalmente secondo le regole (art.45 DPR 1142/1949), il che può incidere sul conteggio complessivo dei vani e quindi sul classamento
- L'Amministrazione può rideterminare ex novo i parametri catastali conformi allo stato di fatto risultante da lavori di ristrutturazione, anche se parti dell'immobile sono inalterate
- Le valutazioni sulla tipologia dell'immobile e sulla comparazione con immobili analoghi sono accertamenti di fatto riservati al giudice di merito; in sede di legittimità non è agevole ottenere la riforma se il giudice d'appello ha motivato la valutazione
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