Sentenza n. 3345/2026 - Roma, Sezione 4B
per l'annullamento previa sospensione dell’efficacia a) del provvedimento m_pi.AOODPIT. REGISTRO DECRETI DIPARTIMENTALI R.0024848 del 25/11/2024 ricevuto a mezzo email, con il quale il Ministero dell'Istruzione e del Merito - Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione - Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, ha comunicato la conclusione del procedimento amministrativo ed il conseguente rigetto dell’istanza prot. n. 11323, presentata ai sensi della direttiva 2013/55/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 novembre 2013, l’istanza, acquisita dall’Amministrazione con prot. DGOSV n. 28695 del 22 novembre 2021; b) del provvedimento prot.n. 0020863 del 03/12/2024 a firma del Dirigente dell’USP Lecce con il quale è stato disposto il depennamento del ricorrente dalle graduatorie provinciali per le supplenze 2024/2026, dalla classe di concorso ADSS di I fascia e relative graduatorie di istituto per mancanza del titolo di accesso c) del provvedimento prot. 8063/U del 04/12/2024 a firma del Dirigente dell’ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE I.T.E. "A. DE VITI DE MARCO" di Casarano con il quale è stata disposta la risoluzione anticipata del contratto di lavoro a tempo determinato precedentemente stipulato con il ricorrente; d) per quanto occorra, dell’eventuale parere tecnico acquisito agli atti del Ministero dell’istruzione e del merito, ove dallo stesso fossero state ravvisate differenze sostanziali nei percorsi formativi e/o professionalizzanti seguiti in Romania rispetto e) per quanto occorra della nota prot. 20577 del 27/11/2024 dell’USP Lecce con la quale è stato avviato il procedimento per esclusione del ricorrente dalla procedura c.d.c. ADSS I fascia GPS a) nonché di ogni ulteriore atto e/o provvedimento presupposto, connesso e/o consequenziale, anche non conosciuto; per l'accertamento della validità dei titoli di abilitazione all'insegnamento sul sostegno per la specifica classe di concorso ADSS conseguito all''esito di percorsi abilitanti seguiti da parte istante presso le Università rumene, ed il cui percorso è stato ritenuto valido dall'autorità competente rumena, per l'esercizio della professione di docente del diritto della ricorrente ad ottenere il riconoscimento dei titoli di abilitazione conseguiti nello Stato membro dell'Unione Europea; nonché per la condanna in forma specifica delle Amministrazioni intimate all'adozione del relativo provvedimento di riconoscimento del titolo di studio conseguito in Romania ai fini dell''esercizio, in Italia, della professione di docente abilitato/specializzato nella specifica classe concorso ADSS ovvero alla verifica in concreto delle capacità professionali della ricorrente o, in subordine, mediante l'attivazione di procedure compensative.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego ministeriale di riconoscimento di titoli di formazione sul sostegno conseguiti in Romania, depennamento dalle graduatorie provinciali per le supplenze e risoluzione anticipata del contratto a tempo determinato
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni scolastiche)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego del Ministero dell'Istruzione e del Merito relativo all'istanza di riconoscimento, ai fini dell'esercizio in Italia della professione docente abilitato o specializzato sul sostegno nella classe di concorso ADSS, di due titoli conseguiti presso un'università rumena nell'ambito di un programma postuniversitario di formazione e sviluppo professionale continuo. Ha inoltre impugnato il successivo depennamento dalla prima fascia delle graduatorie provinciali per le supplenze e dalle relative graduatorie di istituto per mancanza del titolo di accesso, nonché la risoluzione anticipata del contratto di lavoro a tempo determinato. In via subordinata ha chiesto la verifica concreta delle capacità professionali o l'attivazione di misure compensative.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Dopo la sospensione cautelare del diniego ministeriale, l'amministrazione ha documentato che il ricorrente, con atto acquisito il 18 giugno 2025, aveva rinunciato all'istanza di riconoscimento respinta, in relazione all'iscrizione ai percorsi formativi previsti dall'art. 7 del d.l. n. 71/2024. Tale sopravvenienza ha eliminato l'interesse concreto e attuale alla decisione sulle domande di annullamento e di riconoscimento. Le spese di giudizio sono state compensate per giusti motivi, avuto riguardo alle circostanze e alla peculiarità della fattispecie.
Norme richiamate
Direttiva 2013/55/UE
Costituiva il riferimento normativo dell'istanza di riconoscimento dei titoli professionali conseguiti in Romania, ma il giudice non ne ha esaminato il merito per la sopravvenuta carenza di interesse.
art. 7 d.l. 31 maggio 2024, n. 71, convertito dalla l. 29 luglio 2024, n. 106
La rinuncia all'istanza di riconoscimento è stata effettuata dal ricorrente ai fini dell'iscrizione ai percorsi formativi previsti da tale disposizione; la circostanza ha determinato il venir meno dell'interesse concreto e attuale al ricorso.
Massime di principio
- La rinuncia dell'interessato all'istanza amministrativa cui si riferisce il provvedimento impugnato può determinare il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione, rendendo improcedibile il ricorso quando venga meno un interesse concreto e attuale all'annullamento dell'atto.
- Il sopravvenuto difetto di interesse deve essere dichiarato anche quando il ricorso comprende domande connesse all'atto principale, se la sopravvenienza elimina l'utilità concreta della pronuncia richiesta.
- La sospensione cautelare dell'atto impugnato non impedisce la successiva declaratoria di improcedibilità qualora, nel corso del giudizio, venga meno l'interesse attuale alla decisione di merito.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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