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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15203/2022 del 20/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per tardività ai sensi dell'art. 311 comma 1 c.p.p. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 4.000,00 in favore della Cassa delle ammende. Decisione pronunciata il 15.03.2022.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Catania (Sezione riesame) che aveva confermato la misura cautelare in carcere disposta dal GIP per delitti connessi all'acquisto, detenzione e cessione illecita di sostanze stupefacenti (cocaina, hashish, marijuana) dal agosto 2018. Il ricorso per cassazione è stato ritenuto tardivo: depositato il 17.01.2022 nonostante l'avviso di deposito fosse stato comunicato il 28.12.2021.

Norme richiamate

  • Codice penale

    Richiamate per individuare la tipologia di partecipazione e la configurazione del reato contestato in relazione alle condotte descritte.

  • D.P.R. 309/90

    Norma sostanziale sul traffico e detenzione illecita di stupefacenti, che costituisce la fattispecie oggetto della misura cautelare confermata.

  • Codice di procedura penale

    Disposizione processuale richiamata per dichiarare l'inammissibilità del ricorso di cassazione per tardività rispetto al termine decorrente dalla comunicazione dell'avviso di deposito.

Massime di principio

  • I termini per proporre il ricorso per cassazione decorrono dalla comunicazione dell'avviso di deposito; è essenziale calcolare correttamente la decorrenza e rispettare i termini per non incorrere in inammissibilità.
  • Se il ricorso è dichiarato inammissibile per motivi procedurali (come la tardività), il merito non viene esaminato: le questioni sostanziali restano quindi senza valutazione da parte della Corte di cassazione.
  • In casi di tardività è possibile tentare rimedi solo se sussistono ragioni eccezionali (ad es. impedimenti non imputabili al ricorrente) e se la normativa processuale prevede specifiche forme di reintegra; tali rimedi sono però limitati e non sempre applicabili.
  • La condanna alle spese e la sanzione alla Cassa delle ammende sono conseguenze frequenti dell'inammissibilità per tardività: anche il rischio economico va valutato prima di proporre impugnazioni intempestive.
  • Per evitare inammissibilità, è prudente predisporre e trasmettere il ricorso con largo anticipo rispetto al termine, conservando prova della tempestiva spedizione o deposito e verificando con attenzione le comunicazioni ufficiali relative ai termini.

Testo integrale

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