Cassazione Penale, Sentenza n. 21896/2022 del 07/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza di conferma della custodia cautelare in carcere per detenzione ai fini di spaccio di eroina e cocaina. La difesa deduceva vizio di motivazione in relazione all'identificazione del ricorrente come utilizzatore di una utenza telefonica controllata (contraddittorietà e incertezza sulle date del controllo: gennaio 2019 vs 26/10/2019), contestava l'insufficienza delle risultanze probatorie e l'assenza/specificità dei servizi di osservazione e controllo (OCP), ritenendo che la motivazione si fondasse esclusivamente sulle intercettazioni e fosse lacunosa sul punto fondamentale della disponibilità dell'utenza.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame abbia adeguatamente ricostruito la sequenza investigativa (intercettazioni, servizi di OCP, annotazioni del 28/10/2019 e 18/11/2019, scheda informativa e brogliacci) che ha consentito la compiuta identificazione del SAFINE quale utilizzatore dell'utenza attribuita e la ricostruzione degli episodi contestati. La Corte ha richiamato il principio secondo cui in sede di legittimità non è consentito rimettere in discussione valutazioni fattuali o lo spessore degli indizi, salvo violazioni di legge o manifesta illogicità della motivazione. Perciò il motivo è stato ritenuto infondato, il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e disposta la trasmissione di copia del provvedimento al direttore dell'istituto penitenziario per gli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.
Norme richiamate
art. 309 c.p.p. (codice di rito)
Norma richiamata come base procedurale per la conferma dell'ordinanza del GIP da parte del Tribunale in sede di riesame
artt. 110 e 81 c.p.
Articoli utilizzati per inquadrare la partecipazione in concorso e la pluralità di condotte nell'ambito dell'imputazione penale
art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Norma del testo unico sulle sostanze stupefacenti: contestata la detenzione ai fini di spaccio di eroina e cocaina
art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.
Disposizione applicativa richiamata per l'obbligo di trasmettere copia del provvedimento al direttore dell'istituto penitenziario per gli adempimenti previsti
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (principi richiamati)
Principio secondo cui il ricorso in Cassazione contro provvedimenti cautelari è ammissibile solo per violazione di norme o manifesta illogicità della motivazione; non è consentito il riesame delle valutazioni di merito e degli elementi fattuali (controllo limitato alla congruità logica dell'apparato argomentativo)
Massime di principio
- La Cassazione, in materia di misure cautelari personali, controlla solo violazioni di legge o la manifesta illogicità della motivazione; non può riconsiderare valutazioni di fatto o lo spessore degli indizi.
- Per l'identificazione di un indagato come utilizzatore di una utenza telefonica possono essere ritenuti sufficienti elementi concatenati quali intercettazioni, servizi di osservazione e controllo (OCP), annotazioni investigative e schede informative, se il ragionamento collegante è congruo.
- Censure generiche sulla carenza probatoria o sulla cronologia degli accertamenti sono spesso inammissibili in Cassazione se non collegate a specifiche violazioni di diritto o a evidenti contraddizioni logiche nelle motivazioni del giudice di merito.
- In un ricorso di legittimità è necessario indicare puntualmente dove risiede la violazione normativa o l'illogicità manifesta dell'atto impugnato, mostrando l'insufficienza argomentativa del giudice territoriale.
- Il rigetto del ricorso può comportare la condanna alle spese processuali e obblighi formali di comunicazione al competente istituto penitenziario secondo le disposizioni applicative del codice di procedura penale.
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