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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32421/2023 del 26/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di rigetto del riesame: si censura la scelta della misura cautelare (arresti domiciliari) per presunta erronea applicazione dell'art. 275 c.p.p. e vizio motivazionale. La difesa ha sostenuto che l'indagato è incensurato, aveva rapporti con GALIANO solo per lavoro da giardiniere, la condotta fosse episodica e anteriore (2019), e che la neutralizzazione del capo del sodalizio avrebbe attenuato il pericolo di reiterazione; pertanto la misura sarebbe sproporzionata e equivalente ad anticipazione della pena

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile ritenendo il motivo manifestamente infondato. Ha confermato la congruità della motivazione del Tribunale di Catanzaro che ha valorizzato il collegamento dell'indagato al gruppo criminoso, la disponibilità a custodire un fucile per conto del capo (GALIANO) e la pervasività del fenomeno criminoso nel territorio, elementi idonei a giustificare il rischio di reiterazione e la scelta della misura cautelare. La Corte ha inoltre richiamato i limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione dei fatti di merito. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    ordinanza pronunciata a norma dell'art. 309 codice di rito

    norma richiamata per qualificare l'atto del Tribunale che ha rigettato il riesame; uso formale per delineare il tipo di provvedimento impugnato

  • art. 275 cod. proc. pen.

    erronea applicazione dell'art. 275, cod. proc. pen.

    articolo invocato dalla difesa in relazione ai criteri di applicazione delle misure cautelari; la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia correttamente valutato il rischio di reiterazione e la proporzionalità della misura ai sensi dei criteri previsti

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    il controllo sulla motivazione rimesso al giudice di legittimità è circoscritto ... ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    richiama i limiti del sindacato di legittimità: la Corte può verificare solo la presenza di ragioni giuridicamente apprezzabili e l'assenza di manifesta illogicità nella motivazione, non riesaminare i fatti di merito

  • Corte costituzionale, n. 186/2000

    richiamata in relazione alla mancata esenzione dalle spese e dalle ammende in caso di inammissibilità del ricorso

Massime di principio

  • La proporzionalità della misura cautelare si valuta anche in funzione della gravità dei reati che si ritiene possano essere reiterati: il rischio di reiterazione può giustificare misure non meramente retributive
  • La contiguità dell'indagato a un contesto associativo e la disponibilità a custodire armi costituiscono indici concreti di pericolo di reiterazione, rilevanti ai fini cautelari
  • La mera incensuratezza, la distanza temporale dei fatti e la presunta marginalità del ruolo non sono di per sé sufficienti a escludere il pericolo di reiterazione se persistono elementi di collegamento con il gruppo criminoso
  • In Cassazione il sindacato sulle misure cautelari è limitato: non si possono rivedere gli accertamenti di fatto del giudice del merito, ma solo verificare la presenza di ragioni giuridicamente apprezzabili e l'assenza di illogicità manifesta nella motivazione
  • Per impugnare efficacemente una misura cautelare conviene individuare specifiche contraddizioni, carenze logiche o lacune motivazionali nell'ordinanza di merito, non limitarsi al mero dissenso o a argomentazioni già valutate
  • La neutralizzazione del vertice di un sodalizio non elimina automaticamente il rischio di recidiva per i soggetti contigui: il giudice valuta la persistenza del fenomeno criminoso nel territorio e le concrete occasioni di ricaduta

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