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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26142/2024 del 03/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente è stata ritenuta responsabile dei reati di cui agli artt. 56, 640 c.p. (capo A: tentata truffa per aver tentato di incassare un assegno intestato a terza persona esibendo documenti falsi), 56, 494 c.p. (capo B: riqualificazione di altra ipotesi connessa all'episodio) e 477, 482 c.p. (capo C: falsificazione di documenti). Il ricorso impugnava la sentenza per quattro motivi: (1-2) vizio di procedibilità/insussistenza della querela poiché, secondo la difesa, l'unico titolare del diritto di querela sarebbe stata la compagnia assicurativa e non la persona che ha sporto querela; (3) mancanza di prova che la Savarese abbia materialmente contraffatto il documento (contestazione della responsabilità per il capo C); (4) eccessività della pena irrogata.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto infondata la censura: ai sensi dell'art. 120 c.p. la querela può essere proposta dalla "persona offesa" e, nella fattispecie, la condotta fraudolenta colpiva direttamente l'interesse patrimoniale di Poste Italiane; la querela della direttrice dell'ufficio postale è quindi valida come condizione di procedibilità. Il terzo motivo è stato ritenuto indeducibile (impugnazione della valutazione della prova) e comunque manifestamente infondato: la presenza della foto dell'imputata sul documento falso costituisce un indice significativo di concorso nella contraffazione. Il quarto motivo è generico e privo di elementi concreti da sindacare. In conclusione il ricorso è respinto e la ricorrente è condannata al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 120 cod. pen.

    La "persona offesa" è il titolare dell'interesse direttamente protetto dalla norma penale e solo essa può proporre querela; la Corte ha interpretato che il soggetto che, nell'ambito dell'organizzazione aziendale, è obbligato a tutelare il patrimonio (es. la direttrice dell'ufficio postale) rientra tra le persone legittimate a proporre querela

  • art. 56 cod. pen. (tentativo)

    Rilevanza del tentativo rispetto alla consumazione del reato; la condotta di Savarese è stata valutata come tentata negoziazione di un titolo in frode

  • art. 640 cod. pen. (truffa)

    La condotta consistente nell'esibire documenti falsi per ottenere l'incasso di un assegno è stata qualificata come truffa tentata rispetto all'interesse patrimoniale dell'ente che avrebbe pagato

  • art. 494 cod. pen. (riqualificazione del capo B)

    Norma richiamata nella riqualificazione del capo B; la Corte ha ritenuto corretta la ricostruzione fattuale che ha portato alla riqualificazione (il testo non dettaglia la specifica interpretazione sostanziale oltre la riqualificazione)

  • art. 477 cod. pen.

    Norma relativa alla falsificazione di documenti; richiamata in relazione al capo C per la contraffazione degli elementi identificativi

  • art. 482 cod. pen.

    Norma concernente falsità materiale e ideologica sui documenti pubblici o privati, applicata alla fattispecie per valutare la rilevanza penale dei documenti esibiti

  • Giurisprudenza: Sez. 2, n. 55945 del 20/07/2018 (Barbato)

    Sez. 2, n. 55945 del 20/07/2018, Barbato, Rv. 274255

    Definizione di "persona offesa" come titolare dell'interesse direttamente protetto dalla norma penale, distinta dal mero danneggiato

  • Giurisprudenza: Sez. 2, n. 27061 del 28/04/2023 (Raynard)

    Sez. 2, n. 27061 del 28/04/2023, Raynard, Rv. 284793

    Conferma della distinzione tra persona offesa e mero indotto in errore/danneggiato, utile a valutare la legittimazione a proporre querela nel reato di truffa

  • Giurisprudenza: Sez. 2, n. 25134 del 07/03/2023 (Barbato)

    Sez. 2, n. 25134 del 07/03/2023, Barbato, Rv. 284631

    Riconoscimento della legittimazione alla querela anche di soggetti interni all'organizzazione che, per ruolo e obblighi contrattuali, sono tenuti a tutelare il patrimonio aziendale

  • Giurisprudenza: Sez. 5, n. 48241 del 04/11/2019 (Kanthasamy)

    Sez. 5, n. 48241 del 04/11/2019, Kanthasamy, Rv. 277427

    Principio per cui la presenza della foto dell'imputato su un documento falso costituisce efficacia indiziaria significativa ai fini del concorso nella contraffazione

Massime di principio

  • La "persona offesa" ai fini della querela è chi subisce l'offesa dell'interesse direttamente tutelato dalla norma penale: anche enti o loro rappresentanti interni (es. direttore di sportello) possono proporre querela se la condotta compromette immediatamente l'interesse patrimoniale dell'ente
  • La mancata querela del soggetto esterno (es. assicurazione che materiale ha emesso il titolo) non esclude automaticamente la procedibilità quando il reato ha leso direttamente il patrimonio dell'ente dove è stato tentato l'incasso
  • I motivi di impugnazione che mirano a rimettere in discussione la valutazione della prova operata dalla Corte d'appello sono in generale indeducibili in Cassazione; occorre invece dedurre violazioni di diritto o vizi di motivazione
  • Nella valutazione della responsabilità per falsificazione, elementi indiziari concreti (per esempio la presenza della foto dell'imputato sul documento falso) possono essere ritenuti sufficienti a fondare la responsabilità, anche in assenza di prova diretta della contraffazione
  • Le censure generiche sull'eccessività della pena sono inammissibili se non corredate da specifici elementi di fatto e di diritto: per ottenere sindacato in sede di legittimità è necessario indicare in modo puntuale i profili critici
  • Quando si impugna una sentenza per questioni di procedibilità o legittimazione alla querela, è importante dimostrare in concreto l'assenza dell'interesse direttamente leso; la struttura organizzativa e i compiti interni possono incidere sulla legittimazione a presentare querela

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