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Ordinanza

Ordinanza n. 3354/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202605377

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Campania, Sez. VII, n. 1506/2026, che aveva accolto la domanda cautelare proposta contro la revoca dei titoli abilitativi relativi all’attività commerciale Lounge Bar La Villetta

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (comune appellante)

Prevale il privato

La controversia

Il Comune ha proposto appello cautelare contro l’ordinanza del TAR Campania che aveva accolto la domanda cautelare delle parti private. L’ordinanza non riporta in dettaglio i motivi dell’appello principale né quelli dell’appello incidentale. Dalla motivazione emerge che il Comune chiedeva la riforma della misura cautelare, mentre l’Associazione Futuro Giovani e BI.CO. S.r.l.s. hanno proposto appello incidentale nell’ambito della controversia relativa alla revoca dei titoli abilitativi del Lounge Bar La Villetta. Il Consiglio di Stato ha esaminato specificamente il requisito del periculum in mora, considerando per l’appello principale la prossima fissazione della discussione del merito davanti al TAR per il 12 gennaio 2027 e, per l’appello incidentale, il ruolo strategico della gestione del Lounge Bar nell’economia complessiva della concessione.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare principale del Comune, ritenendo insussistente il prescritto periculum in mora, anche perché il TAR aveva già fissato la discussione del merito all’udienza pubblica del 12 gennaio 2027 e occorreva mantenere integra la res adhuc integra nelle more del giudizio. Ha invece accolto l’appello cautelare incidentale dell’Associazione Futuro Giovani e di BI.CO. S.r.l.s., ravvisando il periculum in mora in ragione dell’importanza strategica della gestione del Lounge Bar nella complessiva economia della concessione. Per l’effetto, ha sospeso la revoca dei titoli abilitativi relativi all’attività commerciale, prescrivendo che i proventi della gestione siano destinati prioritariamente al pagamento del canone concessorio per il periodo compreso tra la concessione della cautela e la definizione del giudizio di primo grado; in caso contrario, la cautela potrà essere revocata. Le spese della fase cautelare sono state compensate per la peculiarità della fattispecie.

Norme richiamate

  • art. 62 d.lgs. 104/2010 (c.p.a.)

    La disposizione è indicata quale base normativa dell’appello cautelare; il Consiglio di Stato ha respinto l’appello principale e accolto quello incidentale, modificando la tutela cautelare disposta in primo grado.

Massime di principio

  • Nell’appello cautelare, il periculum in mora deve essere valutato in concreto e con riguardo all’urgenza effettiva della misura richiesta; la fissazione ravvicinata dell’udienza di merito può escludere la sussistenza del pericolo per l’appellante.
  • La tutela cautelare può essere concessa quando la sospensione dell’efficacia dell’atto impugnato sia necessaria per evitare un pregiudizio grave e attuale alla gestione di un’attività strategica nell’economia complessiva di una concessione.
  • La misura cautelare può essere subordinata a prescrizioni funzionali alla salvaguardia dell’interesse pubblico, tra cui la destinazione prioritaria dei proventi dell’attività al pagamento del canone concessorio.
  • L’inosservanza delle prescrizioni apposte alla misura cautelare può giustificarne la revoca.

Come è indicizzato

MateriePubblici esercizi e somministrazioneTutela cautelare
RamiCommercio e attività produttiveProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelarePonderazione degli interessi e interesse pubblico

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