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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25019/2022 del 30/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il P.M. impugnava la sentenza del Tribunale di Bari che aveva dichiarato "non doversi procedere" per difetto di querela in relazione al reato di appropriazione indebita ascritto all'imputato. Il ricorso contestava (i) la possibilità di emettere quella decisione predibattimentale essendo stata formalizzata l'opposizione del P.M. e (ii) la valutazione della legittimazione alla querela, sostenendo che, oltre all'amministratore condominiale, anche il singolo condomino è legittimato a proporre querela per reati commessi in danno del patrimonio comune.

La decisione

La Corte ha qualificato il ricorso come ricorso per "saltum" ai sensi dell'art. 569 cod. proc. pen. e lo ha ritenuto fondato. Ha affermato il principio consolidato secondo cui il singolo condomino è legittimato a proporre querela, anche in via concorrente o surrogatoria rispetto all'amministratore, per reati commessi in danno del patrimonio comune (fattispecie: appropriazione indebita di somme versate per spese condominiali). Conseguentemente la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi alla Corte d'appello competente (operativamente la pronuncia dispone la trasmissione alla Corte di appello di Bari per il giudizio).

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020 conv. in l. n. 176 del 2020

    Richiamata per la forma di procedimento utilizzata; indica modalità procedurali speciali introdotte durante il periodo indicato (norma richiamata nel dispositivo processuale preliminare).

  • art. 469 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal P.M. per censurare la sentenza predibattimentale: la contestazione verte sull'illegittimità dell'emissione di una decisione di non doversi procedere in presenza dell'opposizione del P.M. (la Corte non accoglie la decisione impugnata).

  • art. 120 cod. pen.

    Norma richiamata dal P.M. nell'ambito della censura sulla legittimazione alla querela; il ricorso ha sostenuto che la lettura della legittimazione alla querela da parte del Tribunale era errata.

  • art. 569 cod. proc. pen.

    La Corte ha qualificato il rimedio come ricorso per "saltum" (art. 569) e, ai sensi del comma 4, ha disposto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata con trasmissione degli atti alla Corte di appello competente.

Massime di principio

  • In materia di reati commessi in danno del patrimonio condominiale (es. appropriazione indebita), il singolo condomino è legittimato a proporre querela: la sua iniziativa può essere concorrente o surrogatoria rispetto a quella dell'amministratore.
  • La dichiarazione di "non doversi procedere" per difetto di querela va valutata tenendo conto della legittimazione dei singoli interessati; un errato accertamento della legittimazione può determinare l'annullamento della decisione.
  • Se il Pubblico Ministero propone opposizione o ricorre in sede superiore, ciò può incidere sulla legittimità di provvedimenti predibattimentali; è possibile impugnare tali decisioni con il ricorso per "saltum" ex art. 569 cod. proc. pen.
  • Quando la Corte di legittimità riconosce un principio di diritto consolidato (es. legittimazione del singolo condomino), la sentenza impugnata può essere annullata senza rinvio e gli atti trasmessi alla Corte d'appello per il nuovo giudizio.
  • Per chi difende (imputato o PM) è importante documentare la titolarità o meno della querela e valutare tempestivamente le impugnazioni appropriate: il PM può ricorrere quando ritenga che la decisione di non doversi procedere sia viziata; l'imputato può opporsi al ricorso richiedendo il rigetto.

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