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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9021/2022 del 17/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di sequestro conservativo proposta il 5/06/2021 dai genitori della vittima per garantire le loro pretese civili nell'ambito di un procedimento per omicidio colposo a carico di Laringe. I ricorrenti denunciavano l'incompetenza funzionale del Tribunale (sostenendo che la competenza spettasse al GIP ex art. 317, comma 2, c.p.p., dato che il decreto di rinvio a giudizio era stato emesso dal GUP il 4/06/2021) e censuravano la motivazione del rigetto perché, a loro avviso, era sufficiente dimostrare l'attuale insufficienza delle garanzie patrimoniali dell'imputato (secondo orientamento di legittimità che non richiede prova di futuro depauperamento). I ricorrenti avevano allegato documentazione patrimoniale e stime del possibile importo della pretesa risarcitoria.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: ha osservato il consolidato orientamento secondo il quale contro l'ordinanza che nega il sequestro conservativo non è previsto rimedio in Cassazione (è ammesso solo il riesame avverso l'ordinanza applicativa ai sensi dell'art. 318 c.p.p.). Per la natura del mezzo di gravame e per la tassatività dei rimedi, la Corte ha quindi ritenuto inammissibile il ricorso, ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e ha irrogato la sanzione pecuniaria di 3.000 euro a favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 316 cod. proc. pen.

    Riferimento al presupposto del sequestro conservativo (finalità e condizioni); la Corte richiama che, secondo la giurisprudenza citata, per l'adozione del sequestro conservativo rilevano le garanzie del credito come disciplinate da tale norma

  • art. 317 cod. proc. pen.

    Richiamato dai ricorrenti sul tema della competenza: essi sostengono che fino alla trasmissione degli atti la competenza a provvedere spettava al Giudice per le indagini preliminari. La Corte non decide sul merito della questione di competenza perché dichiara il ricorso inammissibile

  • art. 318 cod. proc. pen.

    Fondamentale per la decisione: la giurisprudenza interpretativa afferma che è previsto il riesame avverso l'ordinanza applicativa del sequestro conservativo ma non è previsto rimedio impugnatorio contro l'ordinanza di diniego

  • art. 568 cod. proc. pen.

    art. 568, commi primo e terzo

    Richiamato per il principio di tassatività dei mezzi di gravame, a supporto dell'inderogabilità delle modalità di impugnazione previste dalla legge

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione all'assenza di dolo o colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, con conseguente menzione della sanzione pecuniaria collegata

  • art. 24 disposizioni attuative cod. proc. pen.

    Richiamato brevemente dalla difesa dell'imputato in ordine alla legittimazione del difensore che aveva proposto il ricorso; la Corte non si è soffermata sul punto avendo dichiarato il ricorso inammissibile

  • art. 100 cod. proc. pen.

    Riferimento collegato alla disamina sulla nomina e legittimazione del difensore, sollevato nella memoria dell'imputato ma assorbito dalla dichiarazione di inammissibilità

Massime di principio

  • Avverso l'ordinanza che nega il sequestro conservativo non è previsto ricorso per Cassazione: il rimedio ordinariamente ammesso è il riesame contro l'ordinanza applicativa ex art. 318 c.p.p.; pertanto l'opposizione al diniego deve seguire le strade processuali previste (azione civile per la tutela del credito, eventuali rimedi speciali solo se ricorrono vizi procedurali come nullità del contraddittorio).
  • Quando si richiede un sequestro conservativo è essenziale documentare adeguatamente la situazione patrimoniale e l'esistenza di un concreto rischio per le garanzie del credito: pur esistendo orientamenti che non richiedono prova di futuro depauperamento, il giudice valuta la concretezza dell'insufficienza delle garanzie sulla base degli elementi prodotti.
  • La contestazione di incompetenza funzionale (per competenza del GIP o del Tribunale) deve essere tempestivamente sollevata e opportunamente documentata: tuttavia, se si impugna un provvedimento non assoggettabile al rimedio dedotto, la questione di merito probabilmente non verrà esaminata dalla Corte di legittimità.
  • Se si ritiene che vi siano violazioni del contraddittorio o altri vizi procedurali sostanziali nella decisione che ha negato il sequestro, tali vizi possono formare oggetto di ricorso di legittimità; altrimenti la parte civile dovrà privilegiare l'azione civile diretta per ottenere la tutela patrimoniale.
  • In sede cautelare è utile concentrare la prova (documentale e bancaria) sull'insufficienza delle garanzie e, se possibile, indicare comportamenti concretamente finalizzati al depauperamento, poiché questi elementi rafforzano la possibilità di ottenere misure conservative anche se l'orientamento giurisprudenziale non sempre richiede la prova del depauperamento futuro.

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