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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2484/2022 del 21/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente censurava la mancata applicazione dell'art. 131-bis cod. pen. per violazione del parametro valutativo dell'abitualità della condotta e vizio di motivazione. Si sosteneva che la Corte di appello aveva ritenuto la serialità del comportamento basandosi su due precedenti per evasione conclusi con patteggiamento (fatti del 2006 e 2008) senza considerare il tempo silente intercorso e la sporadicità/occasionalità del fatto contestato (Sistarelli era stato fermato appena fuori dal cancello di casa mentre fumava una sigaretta). Inoltre si eccepiva che le sentenze di patteggiamento non contengono un accertamento pieno del reato e quindi non potevano fondare la valutazione di abitualità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che l'art. 131-bis richiede congiuntamente la particolare tenuità dell'offesa e la non abitualità del comportamento; la Corte d'appello aveva correttamente ritenuto l'abitualità sulla base dei due precedenti specifici per evasione. La Cassazione ha affermato che il patteggiamento contiene un implicito accertamento della commissione del fatto e pertanto può costituire condizione ostativa all'applicazione dell'art. 131-bis. Avendo accertato l'abitualità, non potevano essere accolte le censure sulla particolare tenuità. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000,00 in favore della Cassa delle ammende (ai sensi dell'art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    Richiede congiuntamente la particolare tenuità dell'offesa e la non abitualità del comportamento; la Corte ha interpretato che l'abitualità sussiste se l'autore abbia 'commesso' più reati della stessa indole, e che il patteggiamento costituisce un accertamento implicito della commissione del fatto idoneo a escludere la non abitualità.

  • art. 133 cod. pen.

    Fornisce i criteri direttivi per la valutazione della gravità della fattispecie (modalità della condotta, esiguità del danno e del pericolo) utili a valutare la particolare tenuità dell'offesa ai fini dell'art. 131-bis.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Riferimento alla normativa che il giudice prende in considerazione nel patteggiamento (assenza di cause di proscioglimento); la Corte ha osservato che il patteggiamento dà atto che non sussistono cause di proscioglimento, contribuendo all'implicito accertamento della commissione.

  • art. 707 cod. pen.

    Citato come confronto: il testo usa il termine 'condannato', mentre l'art. 131-bis parla di soggetto che abbia 'commesso' più reati; la Corte usa questo argomento per sostenere che il patteggiamento costituisce effetto accertativo rilevante.

  • Sez. U, n.13682 del 25/02/2016, Coccimiglio

    Precedente richiamato sul tema dei requisiti dell'art. 131-bis e sul rapporto tra tenuità e non abitualità; viene usato a supporto dell'interpretazione secondo cui entrambi i requisiti devono coesistere.

  • Sez. 2, Sentenza n. 44190 del 21/06/2018 (H)

    Sez. 2, sent. n.44190/2018

    Precedente che afferma che il patteggiamento contiene un accertamento implicito della responsabilità e può produrre effetti analoghi a una condanna ai fini di altre norme; la Corte lo adduce per rafforzare l'idea che il patteggiamento può escludere la non abitualità.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'imposizione delle spese e delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso; mediante essa la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese e alla somma di €3.000,00.

Massime di principio

  • Per ottenere l'esclusione della punibilità ex art. 131-bis è necessario dimostrare congiuntamente la particolare tenuità dell'offesa e la non abitualità del comportamento; l'assenza di uno dei due requisiti impedisce l'applicazione.
  • Le sentenze di patteggiamento, pur non essendo pronunce di condanna con motivazione piena, contengono un accertamento implicito della commissione del fatto e possono essere utilizzate per dimostrare l'abitualità del comportamento ai fini dell'art. 131-bis.
  • Un lungo intervallo temporale tra precedenti e fatto odierno (tempo silente) può essere rilevante per sostenere l'occasionalità, ma non è automaticamente decisivo se sussistono precedenti specifici che attestano la commissione di reati della stessa indole.
  • Quando il giudice ritiene provata l'abitualità attraverso precedenti omogenei, le contestazioni riguardanti la tenuità dell'offesa perdono rilievo perché entrambi i requisiti devono coesistere.
  • In casi simili, la difesa può tentare di: 1) contestare la comparabilità materiale dei precedenti (diversa indole o circostanze) o 2) dimostrare che i patteggiamenti non costituiscono effettivo elemento di serialità per ragioni specifiche del caso, ma deve considerare la giurisprudenza che tende a riconoscere valore accertativo ai patteggiamenti.

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