Sentenza n. 1120/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Campania - Salerno, Sez. II, che aveva respinto il ricorso contro un'ordinanza comunale di demolizione di opere ritenute abusive
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
In primo grado il ricorrente aveva impugnato l'ordinanza di demolizione relativa ad aumenti volumetrici, due terrazze pertinenziali e tre tettoie. Aveva dedotto: carenza di relazione materiale con il bene, concesso in locazione, e conseguente inidoneità dell'ordinanza a produrre effetti nei suoi confronti; natura pertinenziale delle tettoie, asseritamente non necessitanti di permesso di costruire, con applicabilità della sola sanzione pecuniaria prevista dall'art. 37 d.P.R. 380/2001; omessa comunicazione di avvio del procedimento; difetto di istruttoria. Il TAR aveva respinto il ricorso. In appello sono state riproposte le contestazioni avverso tale decisione. Nel corso del giudizio d'appello, tuttavia, l'appellante ha dichiarato di avere perso interesse alla definizione della controversia, avendo predisposto un progetto di demolizione delle opere oggetto dell'ordinanza.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha dichiarato l'appello improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione dell'appellante di voler procedere alla demolizione delle opere oggetto dell'ordinanza impugnata. Non sono stati esaminati nel merito i motivi relativi alla legittimità dell'ordinanza, alla natura pertinenziale delle tettoie, alla comunicazione di avvio del procedimento e al difetto di istruttoria. Le spese del grado d'appello sono state compensate tra le parti in ragione delle peculiarità della vicenda.
Norme richiamate
art. 37 d.P.R. 380/2001
La parte appellante ne aveva invocato l'applicazione sostenendo che, per le tettoie ritenute pertinenziali, avrebbe potuto essere irrogata al più la sanzione pecuniaria; la questione non è stata esaminata dal Consiglio di Stato per la sopravvenuta carenza di interesse.
Massime di principio
- La dichiarazione della parte appellante di avere perso interesse alla decisione, accompagnata dalla concreta predisposizione della demolizione delle opere oggetto dell'ordinanza impugnata, determina la sopravvenuta carenza di interesse e comporta l'improcedibilità dell'appello.
- Quando il giudizio d'appello diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non esamina nel merito i motivi di impugnazione contro la sentenza di primo grado e contro l'atto amministrativo originariamente impugnato.
- La compensazione delle spese può essere disposta in ragione delle peculiarità della vicenda controversa.
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