Cassazione Penale, Sentenza n. 32738/2023 del 27/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il PM ha impugnato l'assoluzione pronunciata dal Tribunale di Pordenone, sostenendo che l'abitazione della Zecchin ricadesse nel demanio marittimo e quindi integrasse il reato previsto dagli artt. 54 e 1161 del Codice della navigazione per occupazione del demanio marittimo. Il Tribunale, invece, aveva ritenuto che l'immobile ricadesse nel demanio idrico e non in quello marittimo, escludendo così la configurabilità del reato.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso del Pubblico Ministero inammissibile e manifestamente infondato. Ha motivato che il Tribunale ha accertato, sulla base di documenti e prove (nota dell'Agenzia del Demanio del 1/7/2016 e del 4/10/2018 che indicano la particella n.1209 come demanio idrico, il processo verbale della Guardia di Finanza, planimetrie e foto satellitari, nonché l'avvio di procedura comunale per concessione), che l'immobile è nel demanio idrico. Il PM si era fondato su una nota successiva dell'Agenzia del Demanio (11/4/2019) relativa alla particella 1119 e sulla presunta continuità del demanio marittimo, ma la Corte ha ritenuto tale prospettazione mera riconsiderazione del fatto, priva di consulenza tecnica e di elementi idonei a sovvertire la valutazione probatoria del giudice di merito.
Norme richiamate
Codice della navigazione
Gli articoli sono stati invocati dal PM come fondamento del reato di occupazione del demanio marittimo; la Corte ha ritenuto che gli elementi richiesti da tale normativa non sussistono perché l'area è stata qualificata demanio idrico e quindi il fatto non è punibile ai sensi di quelle norme
Principio di limitazione del sindacato della Corte di Cassazione
La Corte ha applicato il principio secondo cui in sede di legittimità non è consentita una rivalutazione dei fatti e delle prove già valutate dal giudice di merito; il ricorso che propone una diversa interpretazione dei fatti è inammissibile
Massime di principio
- La qualificazione del bene come demanio marittimo o demanio idrico è questione fattuale che si risolve tramite documentazione ufficiale (note dell'Agenzia del Demanio, catasto, planimetrie) e prove tecniche; la semplice allegazione di note contrastanti non è sufficiente se non supportata da consulenza tecnica.
- In sede di Cassazione non è ammessa la rinnovazione della prova né la diversa valutazione dei fatti: il ricorso deve motivarsi su profili di diritto e non su una rivalutazione delle prove del merito.
- Se si intende impugnare una qualificazione catastale o demaniale è necessario produrre documentazione chiara, leggibile e, quando occorre, consulenze tecniche (CTU/CTP) che possano contestare in modo tecnico le risultanze del giudice di merito.
- La continuità del demanio (es. demanio marittimo contiguo a particelle indicate come marittime) va dimostrata con mappe leggibili e perizie che illustrino l'interconnessione; affermazioni generiche o basate su note successive non prevalgono automaticamente su accertamenti precedenti fondati su più elementi probatori.
- Per il pubblico ministero, prima di proporre ricorso in Cassazione su questioni fattuali delicate, è opportuno acquisire tutti gli atti tecnici e le consulenze necessarie per trasformare le questioni fattuali in questioni rilevanti di diritto ove possibile.
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