Cassazione Penale, Ordinanza n. 04582/2026 del 03/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La decisione riguarda il ricorso per cassazione proposto dall'imputato avverso la sentenza della Corte di appello di Bologna che aveva confermato la condanna per rapina aggravata. Il ricorrente contestava: 1) l'applicazione dell'aggravante di cui all'art. 61 n. 11-ter c.p., sostenendo che il fatto non si fosse realizzato in adiacenza di un istituto di formazione/istruzione e che la motivazione di merito fosse erronea; 2) l'applicazione dell'aggravante della minorata difesa ex art. 61 n. 5 c.p., ritenendo insussistenti le condizioni spazio-temporali valorizzate dalla Corte territoriale; 3) il diniego della circostanza attenuante della particolare tenuità del fatto e delle attenuanti generiche, deducendo che il giudice di merito avesse trascurato elementi favorevoli e avesse sottovalutato la ridotta offensività della condotta.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che tutti i motivi fossero, in sostanza, una pedissequa riproposizione di censure già formulate in appello e già disattese con motivazione congrua e priva di manifeste illogicità. Quanto alle aggravanti, ha valorizzato l'accertamento di merito sul luogo della rapina, ritenuto effettivamente in adiacenza a un istituto di formazione, nonché le circostanze temporali e spaziali che rendevano giustificata la minorata difesa. Quanto alle attenuanti, ha richiamato la particolare offensività del fatto, diretto contro tre persone offese, l'uso di violenza fisica e la connotazione predatoria della condotta, elementi sufficienti a sorreggere il diniego sia della particolare tenuità sia delle attenuanti generiche. Conseguentemente l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 61 n. 11-ter c.p.
L'aggravante è ritenuta configurabile quando la rapina sia commessa in adiacenza di un istituto di formazione/istruzione, sulla base degli elementi probatori acquisiti, incluso il dato del luogo del fatto.
art. 61 n. 5 c.p.
L'aggravante della minorata difesa è giustificata dalle concrete circostanze temporali e spaziali del fatto, in particolare dall'orario notturno e dal contesto in cui la condotta è stata realizzata.
art. 628, commi 1 e 3, c.p.
Il fatto-base contestato è una rapina aggravata, rispetto alla quale sono state esaminate le circostanze aggravanti contestate in ricorso.
art. 131-bis c.p.
La richiesta di particolare tenuità del fatto è stata respinta in ragione della particolare offensività della condotta e della violenza posta in essere.
art. 62-bis c.p.
Le attenuanti generiche possono essere negate valorizzando gli elementi ritenuti decisivi dal giudice di merito, senza necessità di prendere in considerazione analiticamente tutti gli elementi favorevoli allegati dalla difesa.
Massime di principio
- In sede di legittimità non sono ammissibili censure che si limitino a riprodurre questioni già dedotte in appello e già disattese con motivazione non illogica, se non si confrontano specificamente con la ratio decidendi della sentenza impugnata.
- L'aggravante dell'aver commesso il fatto in adiacenza di un istituto di formazione/istruzione può essere desunta dalle risultanze probatorie sul luogo concreto della condotta, senza che sia decisivo un diverso apprezzamento difensivo dei fatti.
- La minorata difesa è configurabile quando le concrete circostanze temporali e ambientali del fatto abbiano effettivamente ridotto la capacità di difesa della vittima, e il giudice di merito può valorizzare in tal senso anche l'orario notturno.
- Il diniego delle attenuanti generiche è legittimo se il giudice richiama gli elementi ritenuti decisivi, come gravità del fatto, pervicacia, intensità del dolo e modalità aggressive della condotta, senza dover confutare singolarmente ogni elemento favorevole allegato dalla difesa.
- La particolare tenuità del fatto non è riconoscibile quando la condotta presenti marcata offensività, pluralità di persone offese, uso di violenza fisica e connotazione predatoria incompatibili con un minimo disvalore penale.
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