Sentenza n. 640/2026 - Torino, Sezione 2
per l'annullamento del provvedimento di cui alla nota della Città di Asti, Settore Patrimonio Ambiente e Reti – Servizio Ambiente in data -OMISSIS-, avente ad oggetto “Procedimento amministrativo di bonifica: contaminazione da solventi clorurati dell'ex -OMISSIS-, via-OMISSIS-. Richiesta adeguamento MC ed AdR” ; di ogni atto a quello suindicato comunque connesso e coordinato, anteriore e conseguente; nonché per la condanna dell'Amministrazione resistente al risarcimento del danno.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: nota del Comune di Asti che prescriveva l’aggiornamento condiviso del modello concettuale e dell’analisi di rischio relativi alla contaminazione da solventi clorurati di un ex sito industriale
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente ha impugnato la nota con cui il Comune di Asti, nell’ambito del procedimento amministrativo di bonifica, aveva imposto alla società stessa e ad altre società controinteressate l’aggiornamento condiviso del modello concettuale e dell’analisi di rischio già predisposti in esecuzione del piano di caratterizzazione. Era stata proposta anche una domanda risarcitoria. Nel corso del giudizio, la ricorrente ha dichiarato di avere dato esecuzione all’atto impugnato e di avere contestato la successiva approvazione dell’analisi di rischio aggiornata con motivi aggiunti in un separato giudizio, definito con sentenza di rigetto passata in giudicato. In ragione di tale sopravvenienza, ha dichiarato il venir meno dell’interesse all’annullamento dell’atto impugnato.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, conformemente alla dichiarazione della società ricorrente. Il giudice ha ritenuto che l’esecuzione dell’atto e, soprattutto, la definizione con sentenza di rigetto passata in giudicato del separato giudizio relativo alla consequenziale approvazione dell’analisi di rischio avessero fatto venir meno l’interesse attuale alla decisione. Le spese sono state poste a carico della ricorrente in applicazione del principio di soccombenza virtuale, desunto dal contenuto sfavorevole alla società della precedente sentenza riguardante lo sviluppo procedimentale della vicenda. La società ricorrente è stata condannata a pagare euro 2.000,00, oltre accessori di legge, al Comune resistente e altrettanti alla controinteressata costituita.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Consente di dichiarare l’improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal giudice nell’ambito della definizione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Costituisce la base normativa per l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi delle parti private.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, unitamente alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti o della dignità delle parti private mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- Il ricorso amministrativo è improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nel corso del giudizio, il ricorrente dichiara il venir meno dell’interesse attuale alla decisione e le circostanze sopravvenute confermano l’inutilità della pronuncia richiesta.
- La definizione con sentenza passata in giudicato del giudizio relativo a un atto successivo e consequenziale può determinare il venir meno dell’interesse all’annullamento dell’atto presupposto, quando la pronuncia renda non più utile la decisione su quest’ultimo.
- Anche quando il ricorso è dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, le spese possono essere poste a carico del ricorrente secondo il criterio della soccombenza virtuale, valutando quale sarebbe stato il probabile esito della controversia alla luce degli atti e delle pronunce intervenute.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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