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Cassazione Penale, Ordinanza n. 05907/2025 del 13/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato, condannato in giudizio abbreviato per detenzione di stupefacente finalizzata alla cessione su strada e destinatario di una pena di sei mesi di reclusione e 1.200 euro di multa, oltre alla continuazione con altra più grave condanna, ha proposto ricorso per cassazione deducendo un vizio di motivazione sulla ritenuta sussistenza del reato. In sostanza ha contestato che la sentenza impugnata non avrebbe indicato elementi o ragioni oggettive tali da escludere la possibilità di proscioglimento. Il motivo di appello che assumeva rilevanza in funzione assolutoria riguardava, in particolare, la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.; la Corte d'appello aveva però respinto tale doglianza rilevando che la condotta, consistente nella detenzione di droga destinata allo spaccio, era stata realizzata in collaborazione con un correo, con ripartizione dei compiti di incasso del denaro e di prelievo/consegna dello stupefacente in una nota piazza di spaccio, e che il quantitativo sequestrato era significativo, pari a 64 dosi medie singole di cocaina, di cui 43 ricavabili dalla sostanza nella disponibilità diretta del ricorrente.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto le censure non consentite in sede di legittimità perché prive di specificità e sostanzialmente dirette a una rivalutazione del merito; ha inoltre osservato che la Corte d'appello aveva già fornito risposta puntuale alla doglianza sulla particolare tenuità del fatto, escludendola sulla base delle modalità organizzate della condotta e della consistenza del quantitativo di droga. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende, ravvisando profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990

    norma incriminatrice riferita alla fattispecie di detenzione di stupefacente finalizzata alla cessione, trattata come reato presupposto della condanna confermata in appello; la legittimità non viene riconsiderata nel merito per effetto dell'inammissibilità del ricorso.

  • art. 131-bis c.p.

    la particolare tenuità del fatto è stata esclusa perché la condotta non era tenue, essendo organizzata, commessa in concorso e relativa a un quantitativo di droga rilevante.

  • art. 616 c.p.p.

    base per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità non sono ammissibili censure che, sotto la veste del vizio di motivazione, mirino solo a sollecitare una nuova valutazione del merito senza indicare specifici profili di illogicità, contraddittorietà o carenza effettiva della motivazione.
  • La doglianza relativa alla mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p. deve confrontarsi con le concrete modalità del fatto: la particolare tenuità può essere esclusa quando la condotta sia organizzata, inserita in un contesto di spaccio e assistita da un quantitativo non esiguo di stupefacente.
  • Ai fini dell'esclusione della particolare tenuità, assumono rilievo sia la struttura collaborativa della condotta, con ripartizione di compiti tra più soggetti, sia la consistenza del quantitativo di droga sequestrata e della sua potenzialità offensiva.
  • Il ricorso inammissibile comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende quando siano ravvisabili profili di colpa nella proposizione dell'impugnazione.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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