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Sentenza

Sentenza del 14/04/2017 n. 9659 - Corte di Cassazione

ACCERTAMENTO TRIBUTARIO (NOZIONE) - CONCORDATO TRIBUTARIO (ADESIONE DEL CONTRIBUENTE ALL'ACCERTAMENTO) - IN GENERE Istanza di definizione ex art. 12 del d.lgs. n. 218 del 1997 - Verbale di constatazione di mancato accordo - Conseguenze - Rinuncia alla pretesa tributaria - Esclusione.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, che aveva confermato l'annullamento dell'avviso di accertamento relativo all'anno d'imposta 2005, riguardante maggiori imposte IRES, IRAP e IVA. I motivi di ricorso riguardavano: l'insufficiente motivazione della CTR, che aveva attribuito rilievo decisivo al verbale di mancato accordo della procedura di accertamento con adesione; l'omessa pronuncia su quattro specifiche riprese fiscali; e la violazione delle regole di competenza temporale nella deduzione di provvigioni passive, ritenute deducibili dalla CTR in un esercizio diverso da quello corretto per l'assenza di danno erariale.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto tutti i motivi di ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Ha stabilito che il verbale di mancato accordo nella procedura di accertamento con adesione attesta soltanto l'assenza di un'intesa tra contribuente e Ufficio e non comporta alcuna rinuncia dell'Amministrazione alle pretese tributarie. Pertanto, il giudice non può considerare fondate le ragioni del contribuente basandosi esclusivamente su tale verbale, ma deve esaminare gli elementi probatori. La Corte ha inoltre rilevato l'omessa pronuncia della CTR su alcune riprese fiscali e ha ribadito che le regole sulla competenza temporale dei componenti negativi di reddito sono inderogabili, anche quando lo sfasamento contabile non determina un danno per l'Erario. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio, anche per le spese, alla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia in diversa composizione.

Norme richiamate

  • Art. 12 del D.Lgs. n. 218 del 1997

    Nella procedura di accertamento con adesione, il verbale che certifica il mancato accordo ha valore di mera presa d'atto dell'insuccesso della trattativa e non equivale a rinuncia dell'Ufficio alla pretesa tributaria.

  • Art. 101 del TUIR

    La disposizione riguarda la deducibilità delle perdite su crediti; nel giudizio di rinvio dovrà essere verificata concretamente la sussistenza dei presupposti richiesti dalla norma.

  • Art. 109 del TUIR, già art. 75

    Le regole di imputazione temporale dei componenti negativi di reddito sono inderogabili. Il contribuente non può scegliere liberamente l'esercizio in cui dedurre un costo e l'assenza di un danno erariale non elimina l'obbligo di rispettare il principio di competenza.

  • Art. 112 c.p.c.

    Il giudice deve pronunciarsi su tutte le domande e questioni ritualmente proposte. L'omessa decisione su specifiche riprese fiscali integra vizio di omessa pronuncia.

  • Art. 360, comma 1, nn. 3 e 5, c.p.c.

    Consente di denunciare in cassazione, rispettivamente, la violazione o falsa applicazione di norme di diritto e il vizio motivazionale nei limiti previsti dalla legge processuale.

Massime di principio

  • Il mancato accordo in un procedimento di accertamento con adesione non chiude la controversia né comporta la rinuncia dell'Amministrazione finanziaria ai rilievi contestati; l'Ufficio può quindi emettere o mantenere l'avviso di accertamento.
  • Un verbale di mancato accordo non costituisce, da solo, prova dell'infondatezza dell'accertamento o della fondatezza delle difese del contribuente. Il giudice deve esaminare autonomamente le prove e motivare su ciascun rilievo.
  • Il giudice tributario deve pronunciarsi su ogni specifica ripresa fiscale oggetto di domanda; le questioni non esaminate non possono considerarsi automaticamente assorbite da decisioni riguardanti rilievi diversi.
  • I costi d'impresa devono essere dedotti nell'esercizio di competenza previsto dalla legge. La neutralità finanziaria o l'assenza di un danno immediato per l'Erario non consentono di imputare il costo a un esercizio diverso.
  • In situazioni analoghe, il contribuente non dovrebbe fare affidamento sul solo esito negativo della procedura di adesione, ma deve contestare nel merito ogni singolo rilievo e documentare i presupposti sostanziali e temporali della deduzione.

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