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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30060/2025 del 01/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del GIP del 21/03/2025 che aveva rigettato la richiesta del pubblico ministero di revoca del beneficio della sospensione condizionale della pena. Il PM deduceva che il GIP aveva interpretato erroneamente il requisito dell'"anteriorità" previsto dall'art. 168, comma 1, n. 2 c.p., valutandolo in base alla data di commissione dei reati oggetto della successiva condanna rispetto alla data di commissione del reato per cui era stata concessa la sospensione; invece, per la giurisprudenza consolidata (citata dal PM), l'anteriorità deve essere valutata con riferimento alla data di irrevocabilità della sentenza che ha concesso il beneficio rispetto alla commissione del reato successivamente giudicato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha disposto la revoca della sospensione condizionale della pena concessa con la sentenza irrevocabile del 12/02/2024. Il Collegio ha affermato che, nel caso concreto, il reato oggetto della seconda condanna era stato commesso il 14/10/2023, cioè anteriormente all'irrevocabilità della sentenza che aveva concesso il beneficio (12/02/2024), ed erano dunque configurate le condizioni per la revoca ai sensi dell'art. 168, comma 1, n. 2 c.p.

Norme richiamate

  • art. 168, comma 1, n. 2 cod. pen.

    La Corte interpreta l'"anteriorità" richiamata dalla norma come riferita alla data in cui diviene irrevocabile la sentenza che ha concesso la sospensione condizionale della pena (momento operativo del beneficio), e non alla sola data di commissione del reato oggetto della sentenza successiva.

  • art. 163 cod. pen.

    Richiamato nei termini della disciplina sul cumulo delle pene: la revoca si configura se la pena risultante dalla successiva condanna, cumulata con quella già sospesa, supera i limiti previsti dall'art. 163.

  • art. 164, comma 4 cod. pen.

    La Corte utilizza la ratio della norma come termine di confronto: l'art.164 disciplina ipotesi analoghe (cumulabilità e superamento dei limiti) e aiuta a chiarire che il momento rilevante è quello in cui il beneficio è divenuto operativo.

  • art. 666, commi 3 e 4 cod. proc. pen.

    Norme procedurali richiamate per l'udienza camerale davanti al giudice dell'esecuzione, che ha emesso l'ordinanza impugnata.

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 35563 del 10/11/2020 (Rv. 280056 - 01)

    Sez. 1, n. 35563 del 10/11/2020, Pmt, Rv. 280056 - 01

    Precedente della Corte che afferma il medesimo principio sull'individuazione del momento di anteriorità: va preso in considerazione il momento di irrevocabilità della sentenza che concede il beneficio.

Massime di principio

  • Ai fini della revoca della sospensione condizionale della pena ex art. 168, comma 1, n. 2 c.p., l'"anteriorità" del reato successivamente giudicato va valutata rispetto alla data di irrevocabilità della sentenza che ha concesso il beneficio (momento in cui il beneficio è divenuto operativo), non rispetto alla sola data di commissione del reato originario.
  • Se la condanna successiva riguarda reati commessi anteriormente all'irrevocabilità della sentenza che ha concesso la sospensione, il pubblico ministero può chiedere la revoca quando, cumulando le pene, si superano i limiti dell'art. 163 c.p.
  • Il giudice dell'esecuzione non può basare il rigetto della richiesta di revoca su una valutazione temporale riferita esclusivamente alla sequenza di commissione tra reati diversi; deve confrontare la data di irrevocabilità del beneficio con le date di commissione dei reati oggetto della successiva condanna.
  • Nelle situazioni simili è utile verificare con precisione le date operative: data di commissione dei reati, data di emissione e di irrevocabilità della sentenza che ha concesso la sospensione, data di irrevocabilità della successiva condanna. La corretta combinazione di queste date determina l'ammissibilità della revoca.
  • La giurisprudenza consolidata della Cassazione costituisce guida vincolante per il giudice dell'esecuzione: errori interpretativi su quale momento temporale sia rilevante possono essere annullati in sede di legittimità.

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