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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46301/2022 del 07/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato l'applicazione degli arresti domiciliari per il reato di riciclaggio: la ricorrente era stata sorpresa a tentare di occultare oltre 200.000 euro in contanti fuggendo dall'abitazione del padre durante una perquisizione collegata a una vicina abitazione nella disponibilità del cugino, ritenuto base per traffico di stupefacenti. La ricorrente deduceva insufficienza e illogicità della motivazione in ordine ai gravi indizi di colpevolezza (mancanza di collegamento con l'attività illecita del cugino e assenza di individuazione del reato presupposto) e contestava la necessità della misura cautelare, richiamando occasionalità della condotta, incensuratezza, giovane età, percorso universitario e radicamento territoriale.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto legittima e logica la valutazione del Tribunale che ha collegato la provenienza illecita del denaro al comportamento della ricorrente (fuga durante perquisizione e occultamento di ingente somma) e alla mancanza di plausibile giustificazione per il possesso di oltre 200.000 euro. Ha confermato che il reato presupposto può essere desunto anche tramite elementi logici e congetture fondate sulle circostanze oggettive. Quanto alle esigenze cautelari, ha ritenuto sussistente il pericolo di recidiva sulla base della gravità e modalità del fatto. La Corte ha inoltre rilevato che l'interesse della ricorrente alla censura sulla misura era venuto meno perché la misura era già stata sostituita con altra meno afflittiva. La ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al pagamento di euro tremila alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • Sez. 2, n. 29685 del 05/07/2011, Tartari, Rv. 251028

    Conferma che la sussistenza del reato presupposto può essere dimostrata anche mediante deduzioni logiche e indiziari, senza necessità di prova diretta del reato presupposto.

  • Sez. 2, n. 47891 del 07/09/2016, Vicini, Rv. 268366

    Giurisprudenza che individua criteri per la valutazione del pericolo di recidiva in sede cautelare, consentendo valutazioni prognostiche fondate sugli elementi concreti e sulla personalità dell'indagato.

  • Sez. 2, n. 53645 del 08/09/2016, Lucà, Rv. 278977

    Conferma l'orientamento sulla possibilità di desumere esigenze cautelari da elementi concreti e dal comportamento tenuto dall'indagato.

  • Sez. 2, n. 11511 del 14/12/2016, Verga, Rv. 269684

    Sottolinea che la prognosi di recidiva non richiede la previsione di una specifica occasione di delinquere, ma una valutazione basata su elementi concreti e personali.

  • Sez. 5, n. 33004 del 03/05/2017, Cimieri, Rv. 271216

    Conferma l'ampio indirizzo giurisprudenziale in tema di esigenze cautelari, in particolare sulla valutazione della pericolosità e della probabilità di reiterazione del reato.

Massime di principio

  • Il possesso di ingenti somme in contanti, se accompagnato da comportamento evasivo o di fuga durante attività di polizia e dall'assenza di spiegazioni plausibili, costituisce un forte indizio della provenienza illecita del denaro.
  • La sussistenza del reato presupposto del riciclaggio può essere desunta anche per via logica e indiziaria: non è sempre necessaria la prova diretta del reato antecedente quando le circostanze permettono deduzioni fondate.
  • La valutazione delle esigenze cautelari (in particolare il pericolo di recidiva) è prognostica e può fondarsi sulle modalità della condotta e sulla personalità dell'indagato; non è richiesta l'individuazione di una specifica occasione futura di reato.
  • Fattori attenuanti personali (giovane età, incensuratezza, studi, radicamento) non escludono automaticamente misure cautelari gravi quando gli elementi concreti indicano un rischio reale di reiterazione o di ostruzione alle indagini.
  • Se la misura cautelare impugnata è già stata sostituita con altra meno afflittiva, può venire meno l'interesse concreto a proseguire il gravame, con rischio di inammissibilità per sopravvenuta carenza d'interesse.

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