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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26855/2024 del 08/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso annullando l'ordinanza del Tribunale di Terni e disponendo il rinvio per un nuovo giudizio al medesimo Tribunale. Il nuovo esame dovrà essere esteso a tutti i reati per i quali Hoxha aveva chiesto l'applicazione della disciplina della continuazione, valutando autonomamente la sussistenza del medesimo disegno criminoso anche alla luce delle precedenti ordinanze esecutive.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Altin Hoxha propose incidente di esecuzione chiedendo il riconoscimento della continuazione tra i reati per i quali era stato condannato in sette procedimenti. Il Tribunale di Terni dichiarò non luogo a provvedere ritenendo che la richiesta coincidesse con una precedente ordinanza del 10/03/2022 che aveva già applicato la continuazione a tre sentenze. Hoxha dedusse carenza di motivazione poiché l'istanza aveva un oggetto più ampio (comprendeva altri reati e sentenze) e richiedeva una nuova valutazione anche alla luce di altre ordinanze ex art. 671 c.p.p. emesse il 25/02/2021. La Corte ha ritenuto che la decisione impugnata si fondasse su un lapsus e che il giudice dell'esecuzione avrebbe dovuto compiere una nuova e autonoma delibazione per verificare se i gruppi di reati già riuniti in precedenza e quelli ulteriormente indicati costituiscano espressione del medesimo disegno criminoso.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    La norma è richiamata come riferimento alle ordinanze emesse in sede esecutiva per questioni di continuazione; la Corte interpreta che le decisioni adottate ex art. 671 non impediscono che il giudice, in un nuovo incidente di esecuzione che include ulteriori reati, compia una autonoma valutazione della continuazione tra i diversi gruppi di reati.

Massime di principio

  • Quando si chiede il riconoscimento della continuazione in sede di incidente di esecuzione occorre indicare chiaramente tutte le sentenze e i reati ai quali si riferisce la richiesta; il giudice deve valutare la totalità delle condanne prospettate.
  • Ordinanze esecutive precedenti che hanno riunito alcuni reati sotto il vincolo della continuazione non impediscono di compiere una nuova delibazione se nell'istanza sono inclusi ulteriori reati: il giudice deve accertare se i diversi gruppi costituiscono espressione del medesimo disegno criminoso.
  • Un vizio di motivazione basato su un errore (lapsus) nell'indicazione dell'oggetto della domanda può comportare l'annullamento del provvedimento e il rinvio per nuovo giudizio.
  • In casi analoghi, è opportuno fornire al giudice dell'esecuzione copia delle precedenti ordinanze e una ricostruzione cronologica/oggettiva dei reati per facilitare la valutazione sull'unicità del disegno criminoso.
  • La tutela in Cassazione può consistere nell'annullamento con rinvio quando il giudice di merito non abbia compiuto la necessaria valutazione giuridica e fattuale sulla continuazione fra plurime sentenze.

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