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Sentenza

Sentenza n. 7077/2026 - Roma, Sezione 5

per l'annullamento - della deliberazione della Giunta Regionale e degli Assessori della Regione Lazio del 4 novembre 2022, n. 995, pubblicata nel B.U.R.L. n. 93 del 10 novembre 2022, avente ad oggetto “Modifica ed integrazione alla D.G.R. n. 456 del 21/06/2022 e alla D.G.R. n. 239 del 18/04/2022, concernente l'approvazione dei criteri generali per la prestazione delle garanzie finanziarie conseguenti al rilascio delle autorizzazioni agli impianti di discarica - ai sensi dell'articolo 14 del D.Lgs. n. 36/2003 e dell'articolo 208 del D.lgs. n. 152/2006”; - del documento tecnico Allegato A, denominato “garanzie finanziarie a copertura dell'attività di discarica”; - di tutti gli ulteriori allegati; di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente.

Giustizia amministrativa202306743

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: deliberazione della Giunta regionale del Lazio n. 995 del 4 novembre 2022 e relativi allegati, concernenti i criteri generali per le garanzie finanziarie connesse alle autorizzazioni agli impianti di discarica

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'impresa ricorrente aveva proposto domanda di annullamento della deliberazione regionale n. 995 del 4 novembre 2022, del documento tecnico allegato e degli ulteriori atti presupposti, connessi e conseguenti. Dal testo non emergono i motivi specifici di illegittimità dedotti. Nel corso del giudizio, con memoria del 5 marzo 2026, la ricorrente ha dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse alla definizione della controversia.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione resa dalla ricorrente. La decisione è stata adottata in forma semplificata, ritenendo manifesta l'improcedibilità ai sensi dell'art. 74 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate, poiché la ricorrente non ha formulato richieste sulle spese e le amministrazioni resistenti non si sono opposte né hanno presentato richieste formali in tal senso.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Costituisce il fondamento processuale della declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 74 c.p.a.

    Nel caso in cui ravvisi la manifesta […] improcedibilità […] del ricorso, il giudice decide con sentenza in forma semplificata. La motivazione della sentenza può consistere in un sintetico riferimento al punto di fatto o di diritto ritenuto risolutivo ovvero, se del caso, ad un precedente conforme

    Consente la definizione con sentenza in forma semplificata quando l'improcedibilità del ricorso è manifesta.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    È richiamato dal giudice nell'ambito della disciplina processuale applicata alla definizione del giudizio.

Massime di principio

  • La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, quando non residui un'utilità concreta e attuale conseguibile mediante la pronuncia giudiziale.
  • In presenza di un'improcedibilità manifesta, il giudice amministrativo può definire il giudizio con sentenza in forma semplificata, mediante motivazione sintetica riferita al fatto processuale risolutivo.
  • La mancata formulazione di richieste sulle spese da parte del ricorrente e l'assenza di opposizione o di specifiche richieste delle amministrazioni resistenti possono giustificare la compensazione delle spese di lite.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti speciali
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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