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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30814/2024 del 29/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione contro la conferma della condanna per lesioni stradali derivanti da un sinistro del 23/12/2016 a Roma. L'imputato contestava vizi di motivazione (mancata corrispondenza logico-giuridica tra prove dibattimentali e motivazione) e la mancata ammissione di prove testimoniali richieste (operanti della polizia stradale intervenuti dopo il sinistro, ritenuti rilevanti dall'imputato per sostenere che la parte offesa stava asportando materiale dal bagagliaio). I fatti di causa: Maltecca, alla guida di una Ford Fiesta, avrebbe attraversato l'incrocio con il semaforo rosso urtando la VW Golf condotta da D'Agostini, che riportò lesioni; i giudici di merito hanno ritenuto credibili due testi oculari e la dichiarazione dell'agente Rivarbelli circa il regolare funzionamento dell'impianto semaforico, con luce verde per la svolta a sinistra di D'Agostini e luce rossa per la corsia percorsa dall'imputato.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto le censure difensive generiche e non specificamente riferite alla ratio decidendi della sentenza impugnata; ha confermato la valutazione di attendibilità dei testi oculari e delle dichiarazioni tecniche sull'impianto semaforico, ritenendo non provata la versione difensiva (passaggio con semaforo giallo). La richiesta di rinnovazione istruttoria è stata considerata irrilevante e non decisiva. Per l'inammissibilità del ricorso il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende; nulla è stato disposto in favore della parte civile per spese.

Norme richiamate

  • disp. att. cod. proc. pen., art. 173, comma 1

    art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione ai vizi di motivazione dedotti in ricorso: la norma è stata invocata come parametro formale per la valutazione delle censure in cassazione, richiedendo specificità e congruenza logico-giuridica delle critiche alla motivazione dei giudici di merito.

  • Corte costituzionale, sent. n. 186/2000

    Corte cost. sent. n. 186/2000

    Precedente richiamato in tema di applicabilità della sanzione pecuniaria per inammissibilità: applicata la sanzione perché non è stata ravvisata l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • In cassazione le censure devono indicare con precisione i vizi logico-giuridici della motivazione e confrontarsi con la ratio decidendi: critiche generiche di merito sono inammissibili.
  • Le valutazioni di attendibilità dei testi oculari e delle risultanze tecniche (es. funzionamento dell'impianto semaforico) rese dai giudici di merito sono difficilmente sovvertibili in cassazione senza elementi probatori nuovi e specifici.
  • Le istanze di rinnovazione istruttoria in sede di ricorso devono essere supportate da una chiara indicazione della rilevanza e della decisività delle prove richieste; altrimenti risultano irrilevanti.
  • L'inammissibilità del ricorso può comportare condanna alle spese e l'applicazione di una sanzione pecuniaria (cassa delle ammende), salvo che si dimostri l'assenza di colpa nella proposizione del ricorso.
  • Per contestare dinamiche di sinistri (es. semaforo giallo vs rosso) è utile produrre elementi tecnici o perizie (registrazioni, rilevazioni tecniche, dichiarazioni concordanti) che possano creare un concreto e specifico contrasto con la valutazione dei giudici di merito.

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