Sentenza del 09/05/2018 n. 535 - Comm. Trib. Reg. per la Liguria
Accertamento - presunzione di tassabilità delle attività detenute in Paesi a fiscalità privilegiata - art. 12, D.L. n. 78/2009 - norma sostanziale - applicazione retroattiva - preclusa
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia delle Entrate contestava alla contribuente di aver sottoscritto nel 2005 una polizza assicurativa estera, emessa da una società con sede nelle Isole Bermuda, versando un premio di 1.981.534 euro senza indicare l'investimento nel quadro RW. L'Ufficio riteneva che la polizza dissimulasse un investimento finanziario detenuto in un Paese a fiscalità privilegiata e applicava la presunzione prevista dall'art. 12 del D.L. n. 78/2009, determinando maggiori imposte, sanzioni e addizionali. La contribuente contestava, tra l'altro, l'irretroattività della norma, il difetto di contraddittorio, la carenza di motivazione e di prova.
La decisione
La Commissione tributaria regionale ha rigettato l'appello dell'Agenzia delle Entrate e confermato l'annullamento dell'accertamento. Ha ritenuto che la presunzione di tassabilità prevista dall'art. 12 del D.L. n. 78/2009 abbia natura sostanziale e non procedurale, non potendo quindi essere applicata retroattivamente a investimenti effettuati nel 2005, prima dell'entrata in vigore della norma, avvenuta il 1° luglio 2009. Di conseguenza, l'Ufficio era decaduto dal potere di accertamento. Il giudice ha inoltre escluso il vizio di ultrapetizione, ritenendo legittimo applicare d'ufficio il principio iura novit curia, poiché i fatti rilevanti erano già stati dedotti dalla contribuente. Le ulteriori questioni sono state dichiarate assorbite e le spese sono state compensate.
Norme richiamate
Art. 12 del D.L. n. 78/2009, convertito dalla Legge n. 102/2009
La norma pone la presunzione legale di sottrazione a tassazione in Italia per i capitali detenuti in Paesi a fiscalità privilegiata in violazione degli obblighi di monitoraggio.
La disposizione è stata qualificata come norma sostanziale, poiché introduce una presunzione incidente sulla tassabilità dei capitali e non si limita a disciplinare le modalità del procedimento. Pertanto non può essere applicata a fatti anteriori alla sua entrata in vigore.
Art. 12, comma 2-bis, del D.L. n. 78/2009
Raddoppio dei termini decadenziali per gli accertamenti relativi alle attività finanziarie detenute all'estero.
Il raddoppio dei termini non può operare retroattivamente quando si collega a una presunzione sostanziale introdotta dalla stessa normativa e riferita a fattispecie anteriori al 1° luglio 2009.
Art. 42 del D.P.R. n. 600/1973
Richiamato dall'Ufficio in relazione alla sufficienza della motivazione dell'avviso e all'indicazione del contenuto essenziale dei documenti posti a fondamento dell'accertamento; la questione è stata assorbita, non essendo stato necessario esaminarla dopo l'accertamento della decadenza.
Art. 113 c.p.c.
Il giudice applica la legge e può individuare autonomamente la corretta norma giuridica applicabile ai fatti dedotti, senza essere vincolato alle sole disposizioni invocate dalle parti.
Art. 112 c.p.c.
Il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato impedisce al giudice di modificare l'oggetto della controversia; non è violato quando il giudice attribuisce ai fatti già allegati una diversa qualificazione giuridica.
Art. 101, comma 2, Cost.
È richiamato quale fondamento costituzionale del principio secondo cui il giudice è soggetto soltanto alla legge e deve applicare la corretta disciplina giuridica ai fatti controversi.
Art. 104 Cost.
È richiamato, insieme all'art. 101 Cost., come principio costituzionale collegato all'autonomia e all'indipendenza della magistratura.
Art. 15 del D.Lgs. n. 546/1992
Disciplina la condanna alle spese del giudizio; nel caso concreto le spese sono state compensate per la novità della questione.
Massime di principio
- Una norma tributaria che introduce una nuova presunzione di tassabilità, incidendo sull'esistenza o sulla misura dell'obbligazione fiscale, ha natura sostanziale e non può essere applicata retroattivamente a fatti anteriori alla sua entrata in vigore.
- Il raddoppio dei termini di accertamento non può essere utilizzato per recuperare retroattivamente imposte sulla base di una presunzione sostanziale introdotta successivamente.
- Il giudice può rilevare e applicare d'ufficio la corretta norma giuridica, anche se la parte non ha formulato l'eccezione con la precisa qualificazione normativa, purché i fatti essenziali siano già stati allegati e non venga modificato l'oggetto della controversia.
- In controversie su attività finanziarie estere, occorre distinguere tra la prova concreta della natura e della disponibilità delle somme e l'applicazione automatica di presunzioni legali: queste ultime valgono solo entro i limiti temporali stabiliti dalla legge.
- Per accertamenti relativi a periodi anteriori al 1° luglio 2009, la presunzione dell'art. 12 del D.L. n. 78/2009 non può, da sola, fondare la tassazione o il raddoppio dei termini; l'Amministrazione deve fare riferimento a regole e prove applicabili al periodo d'imposta contestato.
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