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Ordinanza

Ordinanza n. 447/2026 - Napoli, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, 1) dell'ordinanza dirigenziale del Comune di Melito di Napoli n. 265 del 31.10.2025 notificata in data 5 novembre 2025 avente ad oggetto l'applicazione di sanzione amministrativa opere abusive,; 2) del regolamento adottato con ordinanza n. 4 dell'1febbraio 2024; 3) della delibera commissariale n. 4 dell'1 febbraio 2024, 4) di ogni altro atto connesso, presupposto, consequenziale che incida sulla sfera giuridica della ricorrente.

Giustizia amministrativa202600675

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza dirigenziale comunale di applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria per opere abusive, oltre al regolamento comunale e alla delibera commissariale presupposti

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietaria o destinataria della sanzione)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordinanza dirigenziale con cui il Comune di Melito di Napoli ha applicato una sanzione amministrativa per opere abusive, chiedendone l'annullamento previa sospensione, nonché ha impugnato il regolamento comunale adottato nel 2024 e la relativa delibera commissariale. Ha lamentato, in particolare, l'applicazione della sanzione nella misura massima prevista dalla legge. Ai fini della verifica del fumus boni iuris, il TAR ha ritenuto necessario accertare la tipologia di edilizia residenziale pubblica cui afferiscono gli edifici interessati e acquisire il regolamento comunale richiamato dall'amministrazione per giustificare l'applicazione della sanzione nella misura massima. Il Comune è stato onerato del deposito, entro sessanta giorni dalla comunicazione dell'ordinanza, di una relazione documentata su tali aspetti e del regolamento nel fascicolo telematico.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso l'efficacia dell'ordinanza sanzionatoria impugnata. Quanto al fumus boni iuris, non ha anticipato una valutazione definitiva sulla legittimità della sanzione, ma ha rilevato la necessità di acquisire elementi istruttori sulla tipologia di edilizia residenziale pubblica degli edifici e sul contenuto del regolamento comunale applicato per determinare la sanzione nella misura massima. Quanto al periculum in mora, lo ha ravvisato nelle condizioni economiche della ricorrente, dedotte e documentate mediante attestazione ISEE. Ha disposto gli incombenti istruttori a carico del Comune, fissando il termine di sessanta giorni per il deposito della relazione documentata e del regolamento. La trattazione del merito è stata fissata alla seconda udienza pubblica di febbraio 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo la disciplina delle misure cautelari collegiali; il TAR ha valutato il fumus boni iuris e il periculum in mora, accogliendo la sospensione dell'atto impugnato.

Massime di principio

  • In sede cautelare, quando la legittimità dell'applicazione di una sanzione pecuniaria nella misura massima dipende dalla qualificazione degli immobili e dal contenuto della disciplina comunale richiamata, il giudice può disporre incombenti istruttori prima della decisione definitiva sul fumus boni iuris.
  • Il pregiudizio cautelare derivante dall'immediata applicazione di una sanzione pecuniaria può essere ravvisato nelle condizioni economiche del destinatario quando queste siano specificamente dedotte e documentate mediante attestazione ISEE.
  • L'accertamento istruttorio disposto in sede cautelare può essere posto a carico dell'amministrazione, chiamata a depositare una relazione documentata e gli atti regolamentari utilizzati per determinare la sanzione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniInvalidità del provvedimentoTutela cautelareIstruttoria processuale
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivoDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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