Sentenza n. 2760/2026 - Roma, Sezione 5T
per l’annullamento - del provvedimento del 31.10.2023, n. prot. CO/2334/2023, con cui Roma Capitale ha disposto la “Decadenza della licenza di rinnovo di concessione demaniale marittima con finalità turistico - ricreativa n. 9/2009 (prot. CO/25039 del 14.04.2009), per l’occupazione di un’area demaniale marittima allo scopo di mantenervi lo stabilimento balneare denominato ‘Kursaal’ con contestuale ordine di escussione della fideiussione e di rilascio previo ripristino dello stato dei luoghi e il ripristino stato quo ante”; - della comunicazione di avvio del procedimento del 5.9.2023 (prot. CO/2023/122572: “Comunicazione ex artt. 7 e 8 della legge 241/90 e seguenti, di avvio del procedimento di decadenza della Titolarità della Concessione ai sensi dell’art. 47 del Codice della Navigazione e dell’art. 49 co. 3 della L.R. Lazio n. 13/2007 e ss.mm.ii.”);
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento di decadenza dalla concessione demaniale marittima, con escussione della fideiussione, ordine di rilascio e ripristino dello stato dei luoghi, nonché comunicazione di avvio del relativo procedimento
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il concessionario ha impugnato il provvedimento con cui Roma Capitale aveva dichiarato la decadenza dalla concessione demaniale marittima relativa a uno stabilimento balneare, disponendo contestualmente l'escussione della fideiussione, il rilascio dell'area e il ripristino dello stato dei luoghi. È stata altresì impugnata la comunicazione di avvio del procedimento di decadenza. Dal testo della sentenza non emergono i singoli motivi di illegittimità dedotti, poiché il giudizio è stato definito per sopravvenuta carenza di interesse.
La decisione
Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione depositata dal ricorrente il 25 gennaio 2026, con la quale è stata manifestata la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione nel merito. Non è stata quindi esaminata la legittimità degli atti impugnati né sono stati valutati i motivi di ricorso. Le spese di lite sono state compensate, in considerazione del concreto svolgimento del processo successivamente alla fase cautelare e dell'esito del giudizio.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse
La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione nel merito comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso.
artt. 7 e 8 l. 241/1990
Comunicazione ex artt. 7 e 8 della legge 241/90
Norme richiamate nella comunicazione di avvio del procedimento impugnata; la sentenza non ne esamina l'applicazione.
art. 47 Codice della navigazione
procedimento di decadenza della Titolarità della Concessione
Norma richiamata dall'amministrazione quale base del procedimento di decadenza; la sentenza non ne valuta l'applicazione.
art. 49, comma 3, l.r. Lazio n. 13/2007
procedimento di decadenza della Titolarità della Concessione
Norma regionale richiamata nella comunicazione di avvio del procedimento; la sentenza non ne esamina la legittimità o l'applicazione.
Massime di principio
- La dichiarazione della parte ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione nel merito determina l'improcedibilità del ricorso ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., quando non residui un interesse concreto e attuale all'esame degli atti impugnati.
- La dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse preclude l'esame dei motivi di ricorso e della legittimità sostanziale degli atti impugnati.
- La regolazione delle spese può essere disposta mediante compensazione tenendo conto del concreto svolgimento del processo e dell'esito del giudizio.
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