Cassazione Penale, Sentenza n. 45148/2023 del 09/11/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Richiesta di riparazione per ingiusta detenzione per il periodo 27/06/2013 - 23/07/2014 relativa al reato di cui all'art. 73 DPR 309/1990 (trasporto illecito di oltre 5 kg di marijuana). Murgeri era stato assolto con sentenza della Corte d'appello di Catanzaro divenuta irrevocabile il 18/07/2017. La Corte territoriale aveva rigettato la domanda ritenendo che la condotta del ricorrente (aver concordato un viaggio, aver fungendo da "staffetta", il mantenersi in contatto costante con Reale Gaetano e la circostanza che Reale avesse detto "chiama Massimo e digli di chiamare l'avvocato") fosse stata idonea a creare l'apparenza del coinvolgimento e costituisse colpa grave. Murgeri ha impugnato in Cassazione sostenendo che la Corte d'appello non aveva valutato la sentenza assolutoria e che gli elementi indiziari erano stati demoliti da quella sentenza.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio alla Corte d'Appello di Catanzaro per nuovo esame, rilevando che il giudice della riparazione non ha svolto la verifica richiesta dall'art. 314 c.p.p. circa l'esistenza di comportamenti dolosi o colposi che abbiano effettivamente creato l'apparenza delle condizioni legittimanti la misura cautelare, né ha motivato adeguatamente in che modo la frequentazione o i contatti con Reale Gaetano possano costituire indizi di complicità con rapporto di concausalità rispetto alla detenzione. Ha inoltre demandato a quella Corte la regolamentazione delle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 314 c.p.p.
Disciplina della riparazione per ingiusta detenzione e richiamo alla colpa grave quale causa ostativa
L'accertamento deve verificare l'esistenza di condotte dolose o colpose idonee a creare l'apparenza delle condizioni legittimanti la misura restrittiva; la "colpa grave" è individuata nella condotta che, per macroscopica negligenza, imprudenza o inosservanza di norme, ponga in essere una situazione prevedibile quale ragione dell'intervento dell'autorità giudiziaria
art. 73 DPR 309/1990
Il fatto contestato riguardava l'illecito trasporto di oltre 5 kg di marijuana
Norma sostanziale che disciplina il traffico di sostanze stupefacenti; contestazione originaria all'origine della detenzione impugnata
art. 606, comma 1, lett. b) c.p.p.
Motivo di ricorso impugnato: violazione di legge in relazione all'art. 314 c.p.p. (vizio di motivazione/errata applicazione della norma sulla riparazione)
Massima Giurisprudenziale (S.U. 26 giugno 2002, n. 34559)
Principio consolidato sulla nozione di "colpa grave" ostativa al diritto alla riparazione: occorre una condotta caratterizzata da evidente, macroscopica negligenza o imprudenza che renda prevedibile l'intervento dell'autorità
Sez. 3, n. 39199 del 1 luglio 2014 (Pistorio)
Giurisprudenza richiamata in tema di frequentazioni ambigue e valutazione degli indizi; impone al giudice di motivare il nesso tra frequentazioni/contatti e l'ipotesi di complicità
Sez. 4, n. 8914 del 18 dicembre 2014 (Dieni)
Richiama la necessità di motivazione circa il tipo e la qualità dei collegamenti tra indagato e terzi per ritenere una relazione di concausalità con l'adozione della misura cautelare
Massime di principio
- Per negare la riparazione occorre accertare specifiche condotte dolose o colpose del detenuto che abbiano effettivamente creato l'apparenza giustificante la misura cautelare e tale accertamento deve essere motivato in modo puntuale.
- La semplice frequentazione o il contatto telefonico con persone poi ritenute coinvolte non è di per sé sufficiente a configurare colpa grave: il giudice deve spiegare il nesso di tipo, qualità e gravità dei collegamenti con la misura restrittiva.
- La sentenza assolutoria ha rilevanza nel giudizio di riparazione: il giudice deve confrontarsi con le argomentazioni che hanno determinato l'assoluzione e motivare perché gli elementi cautelari precedentemente ritenuti non sarebbero comunque effetto di comportamenti imputabili al richiedente.
- La nozione di "colpa grave" è molto rigorosa: richiede condotte di evidente, macroscopica negligenza o imprudenza prevedibili come causa dell'intervento dell'autorità; valutazioni generiche o nomi riferiti senza precisazioni (es. riferimenti indeterminati a "Massimo") non sono sufficienti.
- In caso di accertata carenza motivazionale o di mancato esame del rapporto di causa-effetto tra condotta del ricorrente e misura cautelare, la Corte di Cassazione annulla e rinvia per nuovo esame.
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