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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20997/2024 del 28/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge: il ricorrente contestava che il Giudice per le indagini preliminari non avesse adeguatamente motivato la statuizione di confisca, misura che non faceva parte dell'accordo di patteggiamento ai sensi dell'art. 444 cod. proc. pen.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente alla statuizione di confisca. Ha annullato la sentenza impugnata sul punto e ha rinviato al Tribunale di Milano, in diversa composizione, affinché il giudice di merito fornisca una motivazione adeguata circa le ragioni della confisca (in particolare sulla non attendibilità delle giustificazioni sulla provenienza dei beni e sulla eventuale sproporzione tra patrimonio accertato e reddito/attività economica).

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Norma sul patteggiamento: l'accordo tra le parti riguarda la pena ma non esime il giudice dall'obbligo di motivare specificamente misure patrimoniali come la confisca quando non siano disciplinate nell'accordo.

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Norma che consente il ricorso per cassazione anche per vizi di motivazione; applicata per rilevare l'insufficiente motivazione sulla confisca non prevista nell'accordo.

  • art. 12-sexies d.l. 8 giugno 1992, n. 306, convertito nella legge 7 agosto 1992, n. 356 (oggi art. 240-bis cod. pen.)

    Normativa relativa all'ablazione/obbligo di confisca di denaro o beni che impone al giudice l'obbligo di motivare le ragioni per ritenere non attendibili le giustificazioni sulla provenienza e l'eventuale sproporzione patrimoniale.

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 21368 del 26/09/2019 (Savin)

    Riferimento secondo cui l'accordo di patteggiamento nulla contempla in tema di confisca, richiedendo quindi controllo motivazionale del giudice sul punto.

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 17092 del 02/03/2021 (Syziu)

    Principio che la sinteticità della motivazione tipica del rito del patteggiamento non può estendersi alla confisca; il giudice deve motivare sulle giustificazioni della provenienza e sulla sproporzione.

  • Giurisprudenza: Sez. 6, n. 11497 del 21/10/2013 (Musaku)

    Conferma della necessità di motivazione specifica quando si dispone la confisca ai sensi della normativa citata.

Massime di principio

  • Nel patteggiamento (art. 444 c.p.p.) il giudice può aderire alla pena concordata ma non può limitarsi a una motivazione sintetica quando dispone la confisca: deve spiegare perché ritiene non attendibili le giustificazioni sulla provenienza dei beni e valutare la sproporzione tra patrimonio e reddito/attività.
  • Se la confisca non è parte dell'accordo tra le parti, il provvedimento di ablazione richiede motivazione piena e documentata; l'assenza di tale motivazione è motivo di annullamento in Cassazione e rinvio.
  • Le parti che intendono evitare future contestazioni dovrebbero esplicitare nell'accordo di patteggiamento le questioni relative a misure patrimoniali o, in mancanza, predisporre adeguate prove e argomentazioni in merito alla provenienza dei beni.
  • La Corte di Cassazione può annullare parzialmente la sentenza (ad esempio solo la statuizione di confisca) e disporre il rinvio per nuovo giudizio su quel punto al medesimo giudice in diversa composizione.
  • Per impugnare vizi di motivazione relativi alla confisca è rilevante il rimedio ex art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.; la parte ricorrente deve evidenziare l'insufficienza della motivazione specifica richiesta dalla normativa sulla confisca.

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