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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20365/2026 del 03/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente, sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, ha richiesto l'autorizzazione a svolgere attività lavorativa per conto della società Dolcerent s.r.l. e, contestualmente, il trasferimento della propria dimora a Milano (via Cappellini 14). Il Tribunale aveva già rigettato una prima istanza ritenendo dubbi sulla effettiva operatività e sulla solidità economico-finanziaria della società indicata e segnalando il rischio che l'attività avrebbe comportato continui spostamenti tra cinque regioni, contraddicendo le prescrizioni della misura. Con successiva istanza il prevenuto ha comunicato il nuovo domicilio presso un immobile di proprietà della società e ha nuovamente chiesto il nulla osta per il trasferimento; il Tribunale ha dichiarato l'istanza inammissibile, motivando la necessità di un provvedimento autorizzatorio per il mutamento del luogo di esecuzione dell'obbligo di soggiorno e confermando l'insussistenza di gravi e comprovate ragioni che giustifichino l'allontanamento.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha rigettato. Ha confermato che la modifica del luogo di esecuzione dell'obbligo di soggiorno richiede un provvedimento autorizzatorio del Tribunale e la sussistenza di gravi e comprovate ragioni. Ha ritenuto congrua la valutazione del Tribunale di merito circa l'assenza dei presupposti per autorizzare lo svolgimento dell'attività lavorativa indicata (dubbia operatività e solidità della società) e il rischio di neutralizzazione delle prescrizioni della misura per i continui spostamenti tra regioni. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 159/2011, art. 8

    Consente al soggetto destinatario della misura di comunicare la propria dimora al momento dell'applicazione della misura; non autorizza però un mutamento unilaterale del luogo di esecuzione dell'obbligo di soggiorno senza provvedimento giudiziario.

  • d.lgs. n. 159/2011, art. 11

    La modifica della misura, anche con riferimento al luogo di esecuzione dell'obbligo, incide sul contenuto della misura e pertanto richiede l'intervento dell'autorità giudiziaria; non può avvenire mediante mera comunicazione.

  • d.lgs. n. 159/2011, art. 12

    Stabilisce che l'allontanamento temporaneo dal luogo di soggiorno è ammesso solo per gravi e comprovate ragioni che rendano assolutamente necessario l'allontanamento; le esigenze lavorative possono giustificare l'allontanamento solo se hanno carattere di urgenza e gravità, non in via indifferenziata.

  • T.U.L.P.S. (Testo unico leggi pubblica sicurezza), art. 170

    Riferimento normativo richiamato dal ricorrente (facoltà dell'ammonito di fissare la dimora); la Corte ha precisato che detta norma non esime dal necessario provvedimento autorizzatorio nel caso della modifica della misura di prevenzione con obbligo di soggiorno.

Massime di principio

  • La semplice comunicazione del nuovo domicilio non è sufficiente per modificare il luogo di esecuzione dell'obbligo di soggiorno: è necessario un provvedimento autorizzatorio del giudice competente.
  • L'autorizzazione ad allontanarsi dal domicilio per lavoro è possibile, ma solo se ricorrono gravi e comprovate ragioni che rendano assolutamente necessario l'allontanamento; esigenze lavorative ordinarie o non provate non bastano.
  • Il richiedente deve fornire prove concrete e verificabili dell'offerta di lavoro e della capacità operativa e finanziaria del datore di lavoro (contratto, documentazione societaria, calendario/luoghi di lavoro) per superare i dubbi del giudice.
  • Se l'attività lavorativa comporta spostamenti continuativi tra regioni, il giudice può rifiutare l'autorizzazione per il rischio di vanificare le prescrizioni della misura di prevenzione.
  • In caso di diniego, è preferibile riproporre la richiesta fornendo elementi nuovi e documentali che dimostrino l'effettiva necessità, la stabilità dell'attività e la compatibilità del luogo di dimora proposto con le prescrizioni della misura.

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