Sentenza n. 4768/2026 - Roma, Sezione 5T
per l’annullamento del silenzio-diniego formatosi ai sensi dell’art. 25, co. 4, della l. n. 241/1990, sull’istanza di accesso agli atti trasmessa ai sensi degli artt. 22 e ss. della medesima legge a mezzo pec dall’A.s.d. Club Nautico di Capodimonte in data 29.10.2025, con la quale l’Associazione chiedeva alla Regione Lazio di prendere visione e di avere copia di tutta la documentazione contenuta nel fascicolo n. EQ-2678, aperto presso gli uffici regionali a seguito della domanda di rilascio della concessione demaniale relativa a una porzione di specchio acqueo e di costa demaniale del Lago di Bolsena in Loc. Pajeto nel Comune di Capodimonte (VT) individuata dal mappale 39 del foglio 8 del Catasto Terreni del Comune di Capodimonte e precisamente: 1. copia della istanza presentata con relativa documentazione tecnica; 2. copia della intera istruttoria (completa di documentazione ed atti) svolta dalla Regione Lazio; 3. copia della nota di trasmissione della domanda e della istruttoria espletata al Comune di Capodimonte completa delle ricevute attestanti il predetto invio.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-diniego formatosi sull’istanza di accesso documentale relativa al fascicolo regionale n. EQ-2678, concernente una domanda di concessione demaniale sul Lago di Bolsena
Esito
Favorevole al ricorrente (associazione richiedente accesso)
Prevale il privato
La controversia
L’associazione ricorrente ha impugnato il silenzio-diniego formatosi ai sensi dell’art. 25, comma 4, l. n. 241/1990 sull’istanza di accesso documentale trasmessa alla Regione Lazio. L’istanza riguardava la domanda di concessione demaniale, la relativa documentazione tecnica, l’intera istruttoria regionale e la nota di trasmissione della domanda e dell’istruttoria al Comune di Capodimonte, con le ricevute di invio. Nel corso del giudizio la Regione ha comunicato di avere dato riscontro all’istanza il 28 gennaio 2026. La ricorrente ha confermato di avere avuto accesso agli atti e ha dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio, chiedendo la cessazione della materia del contendere e la condanna della Regione alle spese, in ragione del ritardo nel riscontro, intervenuto oltre il termine di legge e dopo la notifica e il deposito del ricorso.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., poiché la pretesa ostensiva della ricorrente era stata pienamente soddisfatta nel corso del giudizio. Ha posto tuttavia le spese a carico della Regione Lazio, rilevando che il riscontro all’istanza era intervenuto oltre il termine di legge e, comunque, dopo la notifica e il deposito del ricorso. La Regione è stata condannata a rifondere alla ricorrente euro 1.500,00, oltre IVA e CPA.
Norme richiamate
art. 25, comma 4, l. 241/1990
Il silenzio formatosi sull’istanza di accesso è stato impugnato come silenzio-diniego.
artt. 22 e ss. l. 241/1990
Costituiscono la disciplina dell’accesso documentale esercitato dall’associazione.
art. 34, comma 5, c.p.a.
Qualora nel corso del giudizio la pretesa del ricorrente risulti pienamente soddisfatta, il giudice dichiara cessata la materia del contendere
La piena soddisfazione della pretesa ostensiva durante il processo impone la declaratoria di cessazione della materia del contendere.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio instaurato contro il silenzio-diniego sull’istanza di accesso, l’amministrazione soddisfa integralmente la pretesa ostensiva, il giudice deve dichiarare cessata la materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.
- La piena soddisfazione della domanda di accesso nel corso del giudizio non esclude la condanna dell’amministrazione alle spese quando il riscontro sia intervenuto oltre il termine di legge e dopo la notifica e il deposito del ricorso, rendendo necessaria l’instaurazione del processo.
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