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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17012/2022 del 02/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Romano era stato condannato per estorsione: si contestava che avesse minacciato di morte la moglie impugnando un martello e lanciandole contro una lampada, intimandole di consegnargli il denaro relativo al reddito di cittadinanza, per acquistare sostanze stupefacenti. In cassazione il difensore ha dedotto: 1) assenza degli elementi costitutivi dell'estorsione perché la minaccia sarebbe stata rivolta solo alle cose e riconducibile a uno 'sfogo' dovuto ad astinenza; 2) errata qualificazione giuridica del fatto, che sarebbe stato esercizio arbitrario delle proprie ragioni trattandosi di somme a lui intestate (carta del reddito di cittadinanza a nome del ricorrente).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Il primo motivo è stato dichiarato inammissibile perché proponeva una lettura alternativa delle prove senza individuare vizi manifesti della motivazione; la motivazione delle sentenze di merito risultava coerente e fondata anche sulle dichiarazioni degli operanti che avevano osservato l'aggressione diretta alla persona. Il secondo motivo è stato ritenuto infondato: la Corte ha ritenuto che il reddito di cittadinanza sia un sussidio destinato al nucleo familiare e non un bene strettamente personale, pertanto l'impossessamento della carta per ottenere le somme integra l'estorsione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • D.L. n. 137 del 2020, art. 23 comma 8

    Indica che il procedimento si è celebrato con contraddittorio scritto; norma utilizzata per la modalità del procedimento in Cassazione.

  • Art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna alle spese processuali della parte che ha proposto il ricorso rigettato.

  • Giurisprudenza citata (Sez. 1, n. 41738 del 19/10/2011, Longo; Sez. 6, n. 13809 del 17/03/2015)

    Richiami giurisprudenziali usati per delimitare il sindacato della Cassazione sulla motivazione: revisione ammessa solo per mancanza, manifesta illogicità, contraddittorietà o incompatibilità con atti del processo, non per una diversa valutazione della persuasività delle prove.

Massime di principio

  • Il sindacato della Cassazione sulla motivazione è limitato: non può riformare la valutazione delle prove quando il ricorso propone solo una diversa lettura degli elementi probatori senza rilevare vizi logici manifesti.
  • Per integrare il reato di estorsione è necessario che la condotta sia diretta a costringere la vittima mediante minaccia o violenza; osservazioni di terzi (p. es. agenti intervenuti) che attestino minacce alla persona rafforzano la valutazione di estorsione.
  • Il reddito di cittadinanza, pur essendo erogato tramite una carta intestata a un singolo, è considerato un sussidio destinato al nucleo familiare: l'appropriazione coattiva della carta o delle somme può configurare estorsione perché riguarda risorse destinate al sostentamento familiare, non un bene strettamente personale.
  • Chi propone ricorso in Cassazione rischia la condanna alle spese processuali se il ricorso viene rigettato, ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
  • La qualificazione giuridica del fatto non può essere modificata in Cassazione se la diversa qualificazione si basa su una valutazione alternativa delle stesse emergenze processuali senza errori di diritto o vizi manifesti della motivazione.

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