Sentenza del 08/03/2018 n. 1514 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Ires - Spese di consulenza . Abnormi rispetto a ricavi societari - Estraneità all'oggetto sociale e ad attività imprenditoriale - Contratti non registrati - Legittimità del recupero a tassazione del fisco.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa sentenza ha ritenuto legittimo il recupero a tassazione operato dal Fisco. La sproporzione dei costi rispetto ai ricavi, la loro non riconducibilità all'attività sociale e l'insufficiente specificità della documentazione contrattuale hanno impedito di dimostrare l'inerenza e l'effettiva riferibilità delle consulenze all'impresa. Di conseguenza, le spese non sono state considerate deducibili ai fini IRES.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguarda la deducibilità di spese di consulenza ritenute dall'Amministrazione finanziaria non inerenti e non adeguatamente documentate. I costi risultavano sproporzionati rispetto ai ricavi societari, estranei all'oggetto sociale e all'attività imprenditoriale concretamente svolta, nonché fondati su contratti non registrati e formulati in termini generici, tali da non consentire di verificare con precisione natura, effettività e utilità delle prestazioni.
Norme richiamate
Norme in materia di deducibilità dei costi ai fini IRES
La deduzione richiede che il costo sia effettivo, documentato e inerente all'attività d'impresa. La mera contabilizzazione o la presenza di un contratto generico non è sufficiente a provare tali requisiti.
Massime di principio
- Le spese di consulenza devono essere supportate da contratti, fatture e ulteriore documentazione idonea a descrivere concretamente attività svolte, durata, compensi e risultati.
- La sproporzione significativa tra costi di consulenza e ricavi non determina automaticamente l'indeducibilità, ma costituisce un forte indice di anomalia che il contribuente deve spiegare e giustificare.
- L'inerenza va valutata in rapporto all'attività economica effettivamente esercitata e non solo all'astratta possibilità che la spesa sia utile all'impresa.
- Contratti non registrati o generici indeboliscono la prova dell'effettività e dell'inerenza delle prestazioni, soprattutto se mancano relazioni, report, corrispondenza o altri elementi che dimostrino il servizio ricevuto.
- In caso di contestazione, è opportuno conservare una documentazione completa che colleghi la consulenza a specifiche esigenze aziendali e dimostri la ragionevolezza economica del compenso.
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