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Sentenza

Sentenza n. 303/2026 - Catania, Sezione 3

per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Catania, sezione lavoro, n. 2543 del 2025.

Giustizia amministrativa202502182

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione da parte del Comune di Paternò della sentenza del Tribunale di Catania, sezione lavoro, n. 2543 del 2025, recante condanna al pagamento di compensi professionali

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditore giudiziale)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza per ottenere l’esecuzione della sentenza del giudice ordinario, passata in giudicato e notificata via PEC al Comune in forma esecutiva, nella parte relativa alla condanna dell’amministrazione al pagamento di euro 2.108,00 per compensi professionali, oltre spese generali, IVA e CPA. Il Comune, ritualmente intimato, non si è costituito. La ricorrente ha dedotto l’inadempimento dell’amministrazione, nonostante il decorso del termine dilatorio di centoventi giorni previsto per l’esecuzione forzata nei confronti della pubblica amministrazione.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che la sentenza posta in esecuzione era irrevocabile, era stata ritualmente notificata all’amministrazione debitrice in forma esecutiva e che era decorso il termine dilatorio di centoventi giorni previsto dall’articolo 14 del decreto-legge n. 669/1996, come modificato dalla normativa successiva. Ha ordinato al Comune di dare esecuzione al titolo giudiziale entro sessanta giorni dalla notificazione della sentenza. Per l’ulteriore inadempimento, ha disposto l’intervento sostitutivo e nominato quale commissario ad acta il Segretario generale del Comune di Biancavilla, con facoltà di delega, affinché provveda, su richiesta della parte, entro ulteriori sessanta giorni. Il Comune è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in euro 800,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 14 d.l. n. 669/1996

    Prevede il termine dilatorio di centoventi giorni prima della proposizione di azioni esecutive nei confronti della pubblica amministrazione; il TAR ne ha constatato il decorso nel caso concreto.

  • art. 147, comma 1, lett. a), l. n. 388/2000

    Norma modificativa dell’articolo 14 del decreto-legge n. 669/1996, richiamata dal giudice.

  • art. 44, comma 3, lett. a), d.l. n. 269/2003, convertito dalla l. n. 326/2003

    Ulteriore normativa modificativa dell’articolo 14 del decreto-legge n. 669/1996, richiamata per la disciplina del termine dilatorio.

Massime di principio

  • Il ricorso per ottemperanza è fondato quando il titolo giudiziale posto a base della domanda è passato in giudicato, è stato ritualmente notificato all’amministrazione debitrice in forma esecutiva e l’amministrazione non ha provveduto spontaneamente all’adempimento.
  • Prima di disporre l’esecuzione nei confronti di una pubblica amministrazione deve essere verificato il decorso del termine dilatorio di centoventi giorni previsto dall’articolo 14 del decreto-legge n. 669/1996, come modificato dalla normativa successiva.
  • In caso di persistente inerzia dell’amministrazione obbligata, il giudice dell’ottemperanza può fissare un termine per l’adempimento e nominare un commissario ad acta incaricato dell’esecuzione sostitutiva su richiesta della parte.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEfficacia ed esecutorietà

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