Sentenza n. 1/2026 - Milano, Sezione 4
per l'annullamento A) quanto al ricorso n. 384 del 2024: - del decreto “Prot. nr. 0271/23.Imm.” della Questura di -OMISSIS- datato 12.12.2023, di rigetto dell'istanza presentata dalla signora -OMISSIS- in data 28.1.2023 finalizzata al rilascio, per se stessa, del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo; nonché per l’accertamento dell’adempimento da parte di -OMISSIS- di ogni prescrizione di cui all'art. 9 D. Lgs. n. 286/1998, con conseguente condanna dell'Amministrazione a rilasciare alla stessa il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo; e per la condanna della Questura della Provincia di -OMISSIS- e del Ministero dell'Interno a rifondere alla ricorrente spese processuali e compensi professionali, nonché, ex artt. 96 c.p.c. e 39 c.p.a., a pagarle una somma di euro 2.000 (duemila//00) equitativamente determinata; B) quanto al ricorso n. 385 del 2024: del decreto “Prot. nr. 0272/23.Imm.” della Questura di -OMISSIS- datato 12.12.2023 di rigetto dell''istanza presentata dalla signora -OMISSIS- in data 28.1.2023 finalizzata al rilascio, per se stessa, del permesso di soggiorno UE di lungo periodo; nonché per l’accertamento dell’adempimento da parte della ricorrente di ogni prescrizione di cui all'art. 9 D. Lgs. n. 286/1998, con conseguente condanna dell'Amministrazione a rilasciare alla stessa il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo; e per la condanna della Questura della Provincia di -OMISSIS- e del Ministero dell'Interno a rifondere alla ricorrente spese processuali e compensi professionali, nonché, ex artt. 96 c.p.c. e 39 c.p.a., a pagarle una somma di euro 2.000 (duemila//00) equitativamente determinata.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: dinieghi della Questura del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione dell'interno)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Le ricorrenti avevano presentato separatamente domanda per il rilascio, a titolo individuale, del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. La Questura aveva richiesto, tra l'altro, il contratto di locazione e il certificato di idoneità alloggiativa, documentazione che le ricorrenti non avevano prodotto ritenendo che il requisito dell'alloggio fosse necessario soltanto quando la domanda riguardasse anche familiari conviventi. I dinieghi sono stati impugnati per violazione dell'art. 9, commi 1 e 2-bis, d.lgs. n. 286/1998, errata valutazione della documentazione prodotta e illegittima ritenuta mancanza del requisito alloggiativo. È stato inoltre chiesto l'accertamento dell'adempimento dei requisiti e la condanna dell'amministrazione al rilascio del titolo, nonché il pagamento di una somma equitativamente determinata ai sensi degli artt. 96 c.p.c. e 39 c.p.a.
La decisione
Il TAR ha riunito i due ricorsi per connessione soggettiva e oggettiva e li ha respinti nel merito. Ha interpretato l'art. 9, comma 1, d.lgs. n. 286/1998 nel senso che la disponibilità di un alloggio idoneo costituisce requisito essenziale e generale per il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, anche quando la domanda sia presentata esclusivamente per il richiedente e non per i familiari. L'inciso relativo alla richiesta concernente i familiari riguarda soltanto la quantificazione del reddito secondo i parametri dell'art. 29, comma 3, lett. b), e non limita il requisito dell'alloggio alle sole domande familiari. Secondo il Collegio, una diversa interpretazione sarebbe letteralmente infondata, illogica e discriminatoria, poiché l'esigenza di una sistemazione abitativa stabile e idonea permane anche per il richiedente individuale, con requisiti correlati alla composizione del nucleo. Il requisito consente inoltre di verificare il radicamento sociale, monitorare gli spostamenti, assicurare la conoscibilità e notificabilità degli atti dell'autorità e adempiere agli obblighi anagrafici. Poiché le ricorrenti avevano rifiutato di produrre la documentazione richiesta e dai certificati di stato di famiglia risultava la coabitazione con altre persone, i dinieghi sono stati ritenuti correttamente motivati. Le ulteriori domande di accertamento, rilascio del titolo e condanna pecuniaria non sono state accolte. Spese compensate per la peculiarità della fattispecie.
Norme richiamate
art. 9, comma 1, d.lgs. n. 286/1998
che dimostra la disponibilità di un reddito non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale e, nel caso di richiesta relativa ai familiari, di un reddito sufficiente secondo i parametri indicati nell'articolo 29, comma 3, lettera b) e di un alloggio idoneo che rientri nei parametri minimi previsti dalla legge regionale per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica ovvero che sia fornito dei requisiti di idoneità igienico-sanitaria accertati dall'Azienda unità sanitaria locale competente per territorio
La disponibilità di un alloggio idoneo è requisito essenziale generale per il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, anche in caso di domanda individuale; il riferimento ai familiari incide soltanto sul requisito reddituale.
art. 9, comma 2-bis, d.lgs. n. 286/1998
Richiamato dalle ricorrenti quale parametro di legittimità, senza una specifica interpretazione autonoma nella decisione.
art. 29, comma 3, lettera b), d.lgs. n. 286/1998
Richiamato dall'art. 9, comma 1, per i parametri reddituali richiesti quando la domanda riguarda i familiari.
art. 15 d.P.R. n. 394/1999
Richiamato in relazione agli obblighi del cittadino straniero di iscrizione anagrafica e comunicazione delle variazioni, che rendono rilevante la disponibilità di un alloggio stabile e conoscibile.
art. 70 c.p.a.
Applicato per la riunione dei ricorsi connessi soggettivamente e oggettivamente.
art. 96 c.p.c.
Richiamato per la richiesta delle ricorrenti di una condanna pecuniaria per responsabilità aggravata, non accolta.
art. 39 c.p.a.
Richiamato quale norma di rinvio alle disposizioni del codice di procedura civile, anche ai fini della domanda ex art. 96 c.p.c.
Massime di principio
- Ai fini del rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, la disponibilità di un alloggio idoneo costituisce requisito essenziale anche quando la domanda sia presentata esclusivamente per il richiedente e non includa familiari.
- Nell'art. 9, comma 1, d.lgs. n. 286/1998, l'inciso relativo alla richiesta concernente i familiari si riferisce alla sufficienza del reddito secondo i parametri dell'art. 29, comma 3, lett. b), e non esclude il requisito generale dell'alloggio idoneo per le domande individuali.
- La mancata dimostrazione di un alloggio idoneo, stabile ed effettivamente disponibile può legittimamente fondare il diniego del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, poiché incide sulla verifica del radicamento socio-economico dello straniero e su esigenze di sicurezza, monitoraggio e notificabilità degli atti.
- L'amministrazione può richiedere la produzione del contratto di locazione e del certificato di idoneità alloggiativa per verificare il requisito abitativo, anche quando il titolo di soggiorno sia richiesto a beneficio del solo istante.
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