Cassazione Penale, Sentenza n. 35457/2023 del 23/08/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso impugna l'ordinanza che aveva rigettato l'eccezione di incompetenza territoriale sollevata dalla difesa e aveva respinto la domanda di affidamento in prova al servizio sociale (dichiarando inammissibile la detenzione domiciliare). La difesa deduceva che, ai sensi dell'art. 677 cod. proc. pen., la competenza spettava al Tribunale di sorveglianza di Roma perché l'interessato era domiciliato a Roma al momento della presentazione dell'istanza.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha dichiarato che, per i procedimenti in cui l'interessato non è detenuto, la competenza territoriale si determina sulla base della residenza o del domicilio al momento della richiesta (art. 677 c.p.p.). Poiché nell'istanza era indicato il domicilio dell'interessato a Roma, il Tribunale di sorveglianza di Palermo non era competente. La Corte ha escluso l'applicabilità del principio della perpetuatio jurisdictionis nel caso concreto e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata, disponendo la trasmissione degli atti al Tribunale di sorveglianza di Roma.
Norme richiamate
art. 677 cod. proc. pen.
Quando l'interessato non è detenuto o internato, la competenza spetta al tribunale o al magistrato di sorveglianza del luogo in cui l'interessato ha la residenza o il domicilio al momento della richiesta; pertanto la situazione esistente al momento della presentazione dell'istanza è determinante per stabilire la competenza.
principio della perpetuatio jurisdictionis
Il principio non è applicabile automaticamente: non impedisce la verifica della competenza in relazione a una nuova istanza quando la situazione personale (residenza/domicilio) dell'interessato al momento della nuova richiesta sia differente rispetto alla situazione collegata alla precedente iscrizione del procedimento.
Massime di principio
- Se l'interessato non è detenuto, la competenza territoriale per le istanze alla magistratura di sorveglianza si determina in base alla residenza o al domicilio al momento della presentazione dell'istanza (art. 677 c.p.p.).
- La prova del domicilio/residenza al momento della richiesta è decisiva: va indicata e, se contestata, documentata tempestivamente.
- L'eccezione di incompetenza territoriale va sollevata e motivata con tempestività; se accolta, il provvedimento impugnato può essere annullato e gli atti trasmessi al giudice competente.
- Il principio della perpetuatio jurisdictionis non impedisce automaticamente il mutamento della competenza quando sopravvengano variazioni di domicilio/residenza rilevanti per una nuova istanza; occorre valutare la situazione esistente al momento di quella specifica richiesta.
- In pratica, in situazioni simili è consigliabile acquisire e allegare documentazione comprovante il domicilio/residenza aggiornato e segnalare immediatamente l'eccezione di incompetenza territoriale per evitare decisioni sul merito da un giudice ritenuto incompetente.
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