Cassazione Penale, Sentenza n. 33006/2024 del 22/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Pubblico Ministero ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva revocato il sequestro preventivo e disposto la restituzione di euro 24.251,00 a Hysaj, indagato per importazione (in concorso) di 53 kg di cocaina (art. 73 e 80, comma 2, d.P.R. n. 309/1990). Il PM ha dedotto violazione di legge nella valutazione del criterio della "ragionevolezza temporale" che consente la confisca (art. 240-bis c.p. e art. 85-bis d.P.R. n. 309/1990), sostenendo che il prevenuto fosse un professionista del traffico di stupefacenti (modalità sofisticate di esfiltrazione del carico, ritrovamento di orologi di lusso, auto e precedenti sequestri) e che non fosse stata dimostrata la lecita provenienza delle somme, incluse importazioni di denaro dall'Albania con causale "risparmi di famiglia".
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del Pubblico Ministero inammissibile. Ha ritenuto che l'impugnazione fosse in realtà un’asserita carenza o vizio di motivazione (contestazione dei fatti/valutazioni probatorie) e non una violazione di legge rientrante nell'art. 325 cod. proc. pen. Il Tribunale del riesame aveva motivatamente rilevato l'assenza di collegamento tra il reato contestato e la somma sul conto, l'origine prevalentemente costituita da bonifici di esigua entità da familiari, sporadicità dei versamenti in contanti, spese tracciate (acquisti web) e l'inesistenza di sproporzione. La Corte ha richiamato la conformità della motivazione con la sentenza a Sezioni Unite n. 27421/25-02-2021 (Crostella) e ha pertanto respinto il ricorso.
Norme richiamate
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73
Norma sui reati in materia di stupefacenti: reato contestato (importazione di sostanza stupefacente). Utilizzata per definire il fatto presupposto (importazione di 53 kg di cocaina).
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 80, comma 2
Aggravante relativa alla quantità/contestualità del reato di importazione; inquadra la gravità del reato presupposto per eventuali misure patrimoniali.
codice penale, art. 240-bis
Previsione normativa relativa alla confisca per equivalente rispetto ai proventi di reato; richiamata nel ragionamento sulla possibilità di confisca degli acquisti riconducibili a profitti illeciti.
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 85-bis
Norma che disciplina la confisca ai sensi della normativa sugli stupefacenti; collegata al criterio della "ragionevolezza temporale" tra reato e acquisto di beni.
codice di procedura penale, art. 325
Limita il controllo della Cassazione ai motivi di nullità o violazione di legge: la Corte ha ritenuto che il ricorso del PM contestasse la motivazione (fatto/prove) e non un profilo di diritto, rendendo il ricorso inammissibile.
Sentenza Sezioni Unite n. 27421 del 25/02/2021 (Crostella), Rv. 281561-01
Sezioni Unite n. 27421/25-02-2021
Giurisprudenza guida sull'onere probatorio e sulla verifica della sproporzione tra patrimoni e redditi leciti: la Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale coerente con i principi enunciati in tale pronuncia.
Massime di principio
- Per ottenere la confisca di beni acquisiti prima del reato presupposto è necessario provare il nesso tra i profitti illeciti e gli acquisti: la sola gravosità del reato non basta senza elementi specifici che colleghino il patrimonio all'attività delittuosa.
- La valutazione dell'esistenza di sproporzione tra redditi leciti e patrimonio è eminentemente fattuale: la Cassazione non ammette ricorsi che chiedano la riforma sulla base di una rivalutazione della motivazione (art. 325 cod. proc. pen.).
- Bonifici ripetuti da familiari, spese tracciate e versamenti in contanti di modesta entità, se documentati, possono giustificare l'origine lecita dei fondi e contrastare la presunzione di accumulo illecito.
- La qualificazione di "professionista" del traffico richiede elementi probatori specifici e antecedenti utili a dimostrare la capacità continuativa di produrre i proventi; indizi generici (orologi di valore, auto, modalità operative sofisticate) possono non essere sufficienti senza ricostruzione economico-finanziaria.
- In sede di impugnazione in Cassazione è cruciale formulare motivi di diritto (violazione o falsa applicazione di norme), non semplici censure della motivazione: altrimenti il ricorso rischia l'inammissibilità.
- Proceduralmente, istanze come la richiesta di discussione orale devono essere presentate nei termini: tardività può comportare rigetto, come accaduto nel processo in esame.
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