Cassazione Penale, Sentenza n. 38176/2022 del 11/10/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Brescia del 15/03/2021 che, in parziale riforma della sentenza di primo grado, aveva dichiarato responsabilita' penale per reati tributari (emissione di fatture per operazioni inesistenti, frode fiscale, vari capi indicati) e per reati di favoreggiamento, nonche' aveva rideterminato/ confermato pene per alcuni imputati e riqualificato talune condotte. I motivi di ricorso contestavano, tra l'altro: insufficienza o contraddittorieta' della motivazione; errata qualificazione dei fatti (in particolare la qualificazione di amministratori di fatto ex art. 2639 c.c. e di partecipanti ad associazione a delinquere ex art. 416 c.p.); errata applicazione degli artt. 8, 9 e correlati del d.lgs. 74/2000 (reati tributari) e confusione tra emissione, creazione e utilizzo delle fatture false; violazioni procedurali (catena di custodia dei supporti informatici, utilizzabilità di tabulati/ localizzazioni alla luce di precedenti europei, nullita' o illegittimita' di intercettazioni, vizi nella revoca/ammissione di testi a discarico); vizio nella determinazione della pena (art. 81 e 133 c.p.); e deduzioni sulla recidiva (art. 99 c.p.). Le difese chiedevano l'accoglimento dei ricorsi e la riforma delle condanne/di qualificazioni di reato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili o manifestamente infondati. In dettaglio: il ricorso di Accurso e' stato dichiarato inammissibile per aspecificita' e perche' riproponeva censure gia' esaminate e motivate dai giudici di merito; il terzo motivo di Accurso (sulla quantificazione della pena) e' stato ritenuto infondato. I ricorsi dei fratelli Montanaro sono stati dichiarati inammissibili per generica mancata correlazione con le argomentazioni della sentenza impugnata e per motivazioni di merito congrue della Corte territoriale (anche in tema di catena di custodia e superfluità dei testi). Il ricorso di Bilacchi e' stato dichiarato inammissibile (anche per la corretta valutazione della determinazione/ammissibilita' dell'appello del PM e perche' la modifica di qualificazione del fatto non ha alterato il diritto di difesa). Il ricorso di Monteleone e' stato dichiarato inammissibile: la Corte ha ritenuto insindacabili le valutazioni di merito circa la sua posizione di amministratore di fatto e la sussistenza dell'associazione, oltre che infondate le doglianze sulle attenuanti generiche. Il ricorso di Costa Angelo Emanuele e' stato dichiarato inammissibile o manifestamente infondato in relazione a tutte le censure, compresa quella processuale relativa alla mancata autorizzazione a comparire (la Corte ha rilevato rinuncia scritta reiterata). In sintesi la Cassazione ha rigettato i ricorsi, confermando la tenuta delle valutazioni di merito della Corte d'appello e del Tribunale nei limiti del sindacato consentito in sede di legittimità.
Norme richiamate
art. 416 cod. pen.
La Corte territoriale ha ritenuto sussistente il reato di associazione a delinquere in presenza di una struttura organizzativa accertata sui fatti; la Cassazione ha confermato l'insindacabilita' delle valutazioni di fatto, salvo vizi di motivazione evidenti
art. 2639 cod. civ.
La nozione di amministratore di fatto richiede esercizio continuativo e significativo di poteri gestori: la Corte ha ritenuto provata una attivita' gestionale significativa anche se non esercitata in tutti i suoi poteri tipici
d.lgs. 74/2000 art. 8 (emissione di fatture per operazioni inesistenti)
Per la configurabilita' dell'art. 8 non e' necessaria la finalita' esclusiva di favorire l'evasione fiscale di terzi: la condotta e' integrata anche se coesiste una finalita' ulteriore o concorrente
d.lgs. 74/2000 art. 9
La deroga prevista dall'art. 9 (per evitare doppia punibilita' in ipotesi di emissione e utilizzo) non opera automaticamente: la Corte ha spiegato che in presenza di distinte societa' (anche se riferibili alla stessa persona fisica) puo' trovare applicazione la disciplina ordinaria del concorso ex art. 110 c.p.
art. 81 e art. 133 cod. pen.
Sulla determinazione della pena la Corte di cassazione richiede motivazione dettagliata solo se la pena e' di gran lunga superiore alla media edittale; formule generiche sono ammissibili se la pena e' proporzionata e spiegati i criteri in modo congruo
art. 247 cod. proc. pen. (sequestro e trattamento dati informatici)
Le censure sulla catena di custodia vanno specificamente motivate; la Corte ha ritenuto che non risultasse alterato il materiale informatico sequestrato e che la motivazione della Corte d'appello era congrua
art. 271 cod. proc. pen. (inutilizzabilita' di prove)
La Corte ha valutato l'eventuale inutilizzabilita' delle prove (es. tabulati) solo se quelle risultanze siano state utilizzate nel decisum; censure su materiali non rilevanti per il decisum sono inammissibili per non attinenza
art. 581 e art. 591 cod. proc. pen.
Richiama i requisiti di specificita' dei motivi di ricorso: motivi generici o non correlati alle ragioni esposte nella sentenza impugnata rendono il ricorso inammissibile
art. 132 Codice della privacy (comma 3)
Le censure fondate su orientamenti sovranazionali devono essere specifiche e attinenti al materiale effettivamente valutato; inoltre la Corte ha rilevato che l'inutilizzabilita' va dimostrata con riferimento al decisum
art. 99 cod. pen. (recidiva)
Il giudice della cognizione puo' accertare la recidiva reiterata anche in assenza di una precedente dichiarazione giudiziale di recidiva semplice; non e' necessario che la recidiva sia stata gia' 'dichiarata'
Massime di principio
- La Corte di cassazione sindaca primariamente vizi di legge e di motivazione palese, non riesamina i fatti quando la motivazione di merito e' congrua e logica: motivi che ripropongono le stesse censure gia' esaminate sono inammissibili
- La qualifica di "amministratore di fatto" ai sensi dell'art. 2639 c.c. si prova con l'esercizio continuativo e significativo di poteri gestori, senza che sia necessario l'esercizio di tutte le attribuzioni formali
- In materia di reati tributari (emissione e utilizzo di fatture false) l'art. 9 del d.lgs. 74/2000 non esclude sempre il concorso tra emittente e utilizzatore: va valutata la concreta autonomia delle condotte e la disponibilita' effettiva della fattura all'esterno dell'emittente
- Contestazioni generiche su catena di custodia o su utilizzabilita' di intercettazioni/tabulati devono confrontarsi con la motivazione del giudice di merito e dimostrare specificamente l'incidenza sul decisum per essere accolte
- La rinuncia scritta alla comparizione, anche se ripetuta, produce effetti sulle udienze successive fino a revoca: la mancata autorizzazione a comparire puo' essere non rilevante se l'imputato ha rinunciato formalmente
- Le questioni relative alla determinazione della pena richiedono motivazione analitica solo se la pena inflitta e' di gran lunga superiore alla misura media edittale; altrimenti sono sufficienti riferimenti ai criteri di cui all'art. 133 c.p.
- Le eccezioni difensive basate su nuovi motivi in presenza di impugnazione manifestamente infondata o generica sono estese dall'inammissibilita' del ricorso principale e dunque non riesaminabili in cassazione
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